Lazio, Blasi (M5S): "In arrivo standard minimi per archivi storici" - Terzo Binario News

La misura, accolta dalla Giunta, prevede l’indicazione dei criteri come condizione indispensabile per accedere ai finanziamenti

“L’aggiornamento della Legge Regionale 42/97 ‘Norme in materia di attività e beni culturali nel Lazio’, che la Giunta regionale intende presentare al Consiglio entro la prossima estate, includerà anche la descrizione degli standard minimi degli archivi storici degli enti locali per l’accesso ai finanziamenti prevista nell’emendamento del MoVimento 5 Stelle al Piano Triennale per i Beni e Servizi Culturali approvato di recente in Commissione Cultura alla Pisana”. Lo rende noto la consigliera regionale M5S del Lazio, Silvia Blasi, prima firmataria della misura.

“Sebbene rimandato a nuova data, l’emendamento è stato ‘accolto’ dagli uffici competenti della Giunta regionale come testo base ai fini delle prossime modifiche della legge regionale e – aggiunge Blasi – rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto a quanto già ottenuto dal MoVimento 5 Stelle con l’approvazione di altri emendamenti al Piano Triennale per i Beni e Servizi Culturali, che, nel complesso, hanno visto finalmente riconosciuta l’importanza e peculiarità del ruolo degli archivi storici come fonti storiche primarie, fondamentali per la conservazione della memoria storica, e la corretta conservazione di documenti unici, il cui deterioramento determina spesso l’impossibilità del loro recupero”. Ecco, nel dettaglio, le novità ottenute: “In particolare, attraverso l’inserimento di una specifica sezione nel Piano, la Regione dichiara di impegnarsi a sostenere l’aumento degli standard di qualità dei servizi archivistici sul territorio inserendo per la prima volta tra le spese ammissibili gli interventi di riordino dei documenti destinati alla conservazione permanente. Ciò consentirà ai Comuni di riordinare carte e fascicoli storici (anche di centinaia d’anni) con l’ausilio di ditte e personale specializzati e con criteri archivistici, poiché il riordino degli archivi è un’attività di carattere storico-scientifico particolarmente delicata. Riguardo agli obiettivi di miglioramento delle prestazioni dei sistemi archivistici sono state inserite attività di digitalizzazione dei documenti ‘nel rispetto degli standard e delle linee guida nazionali per la descrizione archivistica’, individuati nell’ultimo decennio dal Ministero dei Beni Culturali, Istituto Centrale Archivi, che rendono possibile lo scambio di dati e l’immissione dei documenti digitali nel portale del Servizio Archivistico Nazionale (SAN): in questo modo le attività di digitalizzazione potranno essere finalizzate alla condivisione nazionale e internazionale dei documenti. E’ stata inoltre riconosciuta l’importanza dello studio e dello scambio culturale tra biblioteche, musei e archivi storici per la condivisione dei saperi e del know how delle singole realtà. È inoltre stato inserito, tra gli allegati contenenti i regolamenti-tipo per biblioteche e musei, anche l’Allegato 5 contenente un Regolamento tipo per archivio storico di ente locale, che colma una lacuna storica”.

Conclude Blasi: “Mi ritengo soddisfatta per i risultati raggiunti che consentono finalmente un adeguato riconoscimento degli archivi storici, fonte fondamentale di documentazione finora privati di adeguata attenzione”.

Pubblicato venerdì, 15 Marzo 2019 @ 12:34:15     © RIPRODUZIONE RISERVATA