Ladispoli, netturbini pagati a peso d'oro guadagnerebbero più di un professore - Terzo Binario News

di Francesco Scialacqua

Viaggio nei costi esorbitanti della TARI: prima puntata

A Ladispoli netturbini pagati a prezzo d’oro. L’autista dei camion arrivano a costare 46.100 € l’anno, un operaio 41.113 €. Cifre da capogiro che andranno realmente nelle tasche dei lavoratori?

Inizia con questa prima puntata un viaggio/inchiesta sugli esorbitanti costi della TARI, la tassa dei rifiuti a Ladispoli.

L’INCHIESTA

Una inchiesta che arriva dopo anni di studio della documentazione. Da tanto tempo il nostro giornale, senza guardare in faccia alle amministrazioni di turno né al loro colore politico, denuncia come a Ladispoli i cittadini siano colpiti ingiustamente da un aumento arrivato con l’introduzione della raccolta differenziata. Da anni sosteniamo che, come avviene in tutto il resto d’Italia, al superamento del 65% la TARI al comune di Ladispoli sarebbe dovuta scendere rispetto a quella che si pagava con l’indifferenziata. Ed invece dopo 4 anni di raccolta differenziata ed una percentuale assestata stabilmente sopra il 70%, i ladispolani  pagano 2 milioni e mezzo in più rispetto al 2014. La TARI è passata da 6 milioni dell’indifferenziata a 8,5 milioni della differenziata.

Ma dove sono questi 2 milioni e mezzo (almeno) in più e che non dovrebbero esserci? Perché i cittadini pagano di più nonostante differenziano i rifiuti? Perché il servizio costa più di prima quando la ditta che raccoglie i rifiuti incassa anche i soldi della vendita delle materie differenziate raccolte?

CAPITOLO 1: IL COSTO DEL PERSONALE DICHIARATO DALLA MASSIMI

Inizieremo oggi con il comprendere la voce costi del personale.

L’appalto della raccolta rifiuti è stato aggiudicato nel 2014. La Ditta Massimi si è aggiudicata la gara d’appalto per complessivi 22,588 milioni di euro, 4,5 milioni di euro l’anno oltre IVA al 10 %. Circa 5 milioni di euro in totale. Ma è realmente questo l’importo che la ditta incassa oggi? La risposta è negativa. Oggi la Massimi arriva ad incassare 6 milioni di euro, un milione in più rispetto al prezzo di aggiudicazione dell’appalto. Una serie di aumenti accordati dal comune ha fatto si che il costo dell’appalto lievitasse del 20%. Ma se una ditta che ha partecipato alla gara avesse saputo che l’appalto sarebbe arrivato a 6 milioni avrebbe potuto abbassare la propria offerta? Se avesse saputo che le offerte migliorative sarebbero state cestinate e barattate con una serie di servizi aggiuntivi l’esito dell’appalto sarebbe stato lo stesso? Questo va detto perché l’offerta economica della Massimi era tutt’altro che la vantaggiosa. L’appalto è stato vinto soprattutto in virtù dell’offerta tecnica che prevedeva per la Massimi un corposo plico di attività integrative dell’appalto mai applicate.

IL CONTRATTO

Ma torniamo al tema principale il costo del personale. Andando a leggere le tabelle dei costi del personale all’aggiudicazione, emerge che i dipendenti della Massimi sarebbero dei privilegiati in un momento di crisi. Un operaio infatti costerebbe al comune, e quindi si presuppone venga poi pagato dalla Massimi a meno che non sia dichiarato il falso, in virtù dei contratti di categoria. Questi contratti prevederebbero un costo ad operaio di 41.113 euro l’anno. Si, questo è l’importo dichiarato al comune dalla Massimi. Si tratterebbe di contratti in vigore le cui tabelle sono reperibili e firmate dalla Massimi e coinciderebbero con i costi riportati dal contratto previsto dal Ministero del Lavoro e sottoscritto dai sindacati (consulta le tabelle).

I BENEFIT

Il contratto prevederebbe una serie di benefit non indifferente: tredicesima e quattordicesima mensilità da 1.870 euro ciascuna, indennità di lavoro domenicale 288,03 €, indennità per giornate lavorative 646,88 €, e buoni pasto per 266 euro. Ma appare qui una prima contraddizione. La Massimi applica contratti che prevedono per i lavoratori indennità di domenica e festivi quando la raccolta differenziata a Ladispoli non si svolge la domenica, né nei giorni festivi.

I COSTI APPLICATI DALLA MASSIMI AL COMUNE DI LADISPOLI

Questa la ripartizione dei costi del personale, quando a lavorare all’appalto erano 61 dipendenti, vale a dire nel 2015.

  • 1 Direttore tecnico livello V A costo 49.952 € l’anno
  • 1 Responsabile operativo livello V B costo 48.055 € l’anno
  • 6 Autisti livello IV A costo 46.100 € l’anno
  • 1 Impiegato livello IV A costo 42.191 € l’anno
  • 3 Autisti livello III A costo 43.562 € l’anno
  • 16 Autisti livello III B costo 41.772€  l’anno
  • 1 Impiegata livello III B costo 37.927 € l’anno
  • 27 Operaio livello II A costo 41.113 € l’anno
  • 1 Operaio livello II B costo 37.456 € l’anno

A questi vanno aggiunti circa 20 lavoratori per il periodo estivo. L’importo salariale resta comunque quello riportato sopra.

Il costo della manodopera rendicontato al comune della Massimi nel 2015 ammontava a complessivi 3.000.000 di euro. Con l’introduzione dei servizi aggiuntivi in questi ultimi anni, la Massimi ha potenziato l’organico ed ora la spesa per il personale, considerando che ammonta a circa il 60% del costo dell’appalto, dovrebbe aver raggiunto i 3,6 milioni.

Ma il dubbio che ci poniamo è il seguente: i lavoratori percepiscono gli stipendi concordati dai sindacati e Ministero del Lavoro? Perché si applicano al comune salari che prevedono lavoro domenicale quando i lavoratori non lavorano la domenica e nei festivi?

Verrebbe da dire quindi che a Ladispoli i netturbini guadagnano più di un professore delle scuole superiori. Ma qualcosa non torna e più avanti nella nostra inchiesta dimostreremo che a conti fatti sarebbe difficile che il personale sia pagato dalla ditta così generosamente come dichiarato al comune di Ladispoli.

Innanzitutto andrebbe annotato nel conto delle spese pagate ingiustamente pagate dai ladispoliani che per 4 anni sono state pagati alla ditta compensi per lavorare nei giorni festivi. Spesa non giustificata in quanto il servizio di raccolta differenziata, che impiega il maggior numero di addetti, non viene erogato. Si tratta di circa 900 euro l’anno che vanno sommati per tutti i 61 dipendenti più gli stagionali. Circa 80 dipendenti nel 2015 ora di sicuro salito in virtù delle integrazioni del contratto. Si tratta di una cifra di 900 € da moltiplicarsi per 80 dipendenti e per i 4 anni di appalto già svolto. Parliamo in totale di 288.000 euro. A queste vanno sommate le eventuali differenze tra i costi applicati dalla Massimi al comune ed i reali salari dei lavoratori. 

Speriamo nel frattempo che il comune si attivi per rifare i nostri stessi calcoli, verificando se effettivamente i lavoratori vengono rispettati tutti i privilegi che l’ente, e quindi i cittadini contribuenti, gli riconoscono. I lavoratori percepiscono quindi tredicesima e quattordicesima? Percepiscono un salario loro come dichiarato nella tabella riportata sopra?

Ladispoli inchiesta TARI, gli stipendi dei lavoratori più bassi di quanto il comune riconosce alla ditta

Pubblicato lunedì, 12 febbraio 2018 @ 07:05:56     © RIPRODUZIONE RISERVATA