Ladispoli, l'associazione culturale Donna chiede le telecamere in classe - Terzo Binario News

“L’Associazione Culturale “DONNA” di Ladispoli (Roma) rappresentata dalla Presidente Maria Teresa Corrao in relazione alle comunicazioni effettuate per le vie brevi dai propri associati di Ladispoli (Roma), Cerveteri (Roma) e comprensorio della città di Bracciano (Roma) comunica che siamo nuovamente a sensibilizzare con la presente il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nonchè gli Addetti ai lavori del Governo Italiano affinchè i bambini delle Scuole Elementari ed i ragazzi delle Scuole Medie siano meglio tutelati ma anche le persone che sensibilmente operano nel settore delicato come l’insegnamento dei bambini nelle Scuole Elementari e dei ragazzi nelle Scuole Medie un lavoro molto delicato che monitora ed inquadra e successivamente delinea la seconda educazione con le persone di qualsivoglia etnia, in quanto la prima educazione la impartiscono i genitori ai propri figli ma la seconda educazione spetta al durissimo lavoro dell’insegnante tra i banchi di scuola.

Pertanto l’Associazione Culturale “DONNA”, continua dal 2008 la propria iniziativa culturale intitolata “Dai una Famiglia Unita ai tuoi figli” al fine che i bambini ed i ragazzi abbiano una corretta educazione impartita tanto dalla madre quanto dal padre che insieme operano quotidianamente per il benessere non solo materiale ma in principal modo psicologico dei propri figli ma anche da parte dell’insegnante che troverà il comportamento dei bambini e dei ragazzi più educato e sarà finalizzato esclusivamente più per l’apprendimento di materie scolastiche e quindi lo studio. Oggigiorno poi si utilizzano anche i computer nelle classi al fine di un maggior apprendimento e di studio da parte dei ragazzi, si utilizzano telefoni mobili “cellulari” per riprese video durante le gite fuori porta ma anche nelle classi durante le ore di studio, ma quando è per lo studio di materie scolastiche ben venga l’utilizzo del telefono mobile “cellulare”, la notizia e la ricerca l’hai immediatamente, ma l’utilizzo fortuito di telefoni mobili “cellulari” durante la lezione in classe e quindi all’insaputa degli insegnanti magari girati verso la lavagna che stanno spiegando la lezione, diventa un comportamento assai scortese da parte dell’alunno. La domanda nasce spontanea quindi: “chi sono coloro che devono vigilare affinchè tale comportamento sia debellato?” La risposta sembra palese ma non lo è: “esistono circolari interne alla Scuola ove l’alunno dovrebbe attenersi scrupolosamente affinchè non si trovi a disagio e nel contempo non faccia trovare a disagio anche i genitori quest’ultimi attenti all’economia familiare quotidianamente?” Ad esempio, poniamo un quesito assai sentito tra le nostre associate: “se l’insegnante è girata di spalle a scrivere alla lavagna per spiegare la lezione, e l’alunno utilizza impropriamente il proprio cellulare per giocare, e l’insegnante non possiede gli occhi alla schiena, come può difendersi l’insegnante donna o uomo che sia?”. L’alunno/a quando abbraccia i propri genitori uscendo da scuola e torna a casa, cosa racconta ai propri genitori che si interessano quotidianamente dell’istruzione del proprio figlio/a peraltro quest’ultimi facendo enormi sacrifici economici per dargli sempre un’istruzione migliore?”. Quindi l’Associazione Culturale “DONNA” sensibilizza, ove nulla osti, gli Addetti ai lavori del Governo Italiano, al fine di dare una migliore trasparenza e lealtà tra gli insegnanti e gli alunni e di decidere in modo celere, ove nulla osti, per l’installazione all’interno delle aule scolastiche di un occhio sempre vigile, le telecamere interne alle aule delle scuole e sia in tutti i locali scolastici,corridoi, atrii di bagni ed atrii interni delle Scuole sia per le Scuole elementari e sia per le Scuole medie, una proposta sentita per gli Addetti ai lavori, ossia quella di installare una cabina di vigilanza sempre attenta e pronta a risolvere le situazioni che possano recare eventuali e probabili pregiudizi sia agli insegnanti e sia agli studenti; quanto sopra brevemente descritto, il tutto ove siano ben visibili ad occhio nudo da parte dei genitori degli studenti i comportamenti tenuti tanto dai propri figli studenti sia durante le ore d’insegnamento e sia durante il tempo di ricreazione e/o merenda, al fine di rendere semplice debellare tali situazioni che possano diventare enormi. Inoltre, viene unito a ciò anche l’assegnazione del voto di condotta scolastica cosicchè sia più chiaro e trasparente e quindi più motivato anche dall’occhio sempre vigile, dalla telecamera a circuito interno installata per un quieto vivere dalle parti, l’insegnante e lo studente nonché i genitori degli studenti. In tal modo le eventuali e probabili situazioni che si vengono a creare giorno dopo giorno sono ben visibili dinanzi a coloro che ne facciano richiesta scritta ma soltanto richiesta scritta motivata in quanto è ben delineata la legge privacy con successive modificazioni e/o integrazioni. L’Associazione Culturale “DONNA” di Ladispoli (Roma) spera che tale appello/richiesta venga accolto dagli Addetti ai Lavori del Governo Italiano.

la Presidente Associazione Culturale “DONNA” Maria Teresa Corrao

Pubblicato mercoledì, 9 20 Ottobre19 @ 16:47:43     © RIPRODUZIONE RISERVATA