Ladispoli, il racconto: "Lasciate internet e abbracciatevi" - Terzo Binario News

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Buon giorno questa è Ladispoli? Certo rispose il ragazzo abbronzato e sporco di sabbia che era seduto sul ciglio della fontana. Come è cambiata rispose il forestiero. Non la riconoscevo con questo caos assordante: io la ricordavo spaziosa e con tanti sorrisi. Ricordo che sentivo sempre chiamare nomi strani, soprannomi pensò certo rispose il ragazzo io sono il nipote del Ranocchiaro.

Quei tempi ormai sono solo un ricordo per pochi. Oggi la gente è tanta e le umili piccole tradizioni culturali ormai sono state dimenticate. Oggi si pensa solo al proprio io.

Il caos, la frenetica vita, la gente nuova che si trasferisce qui ormai sono la maggioranza. Pensi che in periodo di votazioni ci facciamo la guerra fra noi ladispolani, vede come siamo messi. Noi siamo un popolo di mare che ormai vive solo di ricordi: pensano tutti a imporre una nuova cultura, una nuova identità.

E non guardano che ne abbiamo una nostra nel nostro Dna sofferta per crearla e sofferta per averla. Ma fate qualcosa rispose il forestiero. E che possiamo fare ogni cosa che diciamo e o proponiamo veniamo criticati, lo deve fare, o proporre il forestiero per ottenere un risultato.

Noi oggi siamo ne più ne meno alla pari degli indiani d’America, confinati nelle riserve e noi nei nostri ricordi. “Ma veramente dite”, rispose il forestiero eppure la storia la cultura le tradizioni dovrebbero essere identità di orgoglio per ogni popolo per ogni comunità. Sì rispose il ragazzo dovrebbe essere così.

Ma oggi non lo è più: oggi si pensa e si parla solo con internet non si telefona neanche più si registra…il contatto umano ormai è solo un ricordo…la famosa fetta di cocomero consumata in piazza con gli amici oggi non esiste più….oggi si fanno gli aperitivi dentro qualche bar mettendo in rete dall’entrata del locale fino a ciò che si beve….sì è vero rispose il forestiero ma bisogna adeguarsi coi tempi …altrimenti si rimane veramente isolati….si forse è così rispose il ragazzo ma che volete farci è più forte di me….tutti ci conoscevamo tutti ci salutavamo e ci davamo una mano…il forestiero si soffermò un attimo si guardò in torno e poi disse al ragazzo ….vedi di persone come te finché ce ne saranno ci sarà sempre la speranza del racconto …dei racconti ,di una comunità.

E anche se in piccola e faticata parte si tramandera la vita che fù….certo ci vorrebbero molte più persone ….Ma la speranza la cosa bella è che comunque qualcuno cè…..il ragazzo rispose non sono solo ci sono altri che come me tramandano le nostre storie , le storie ladispolane dei nostri Padri Mamme Nonni e Nonne e insegnano la genuinità e l’umiltà ai propri figli….uno fra tutti è il mio amico Fabio….un ragazzo che come me non vuole che venga tutto messo nel dimenticatoio per dar spazio….a chissà quale altra cultura ….certo, è quello che vorrebbe il mondo di oggi rispose Fabio che era appena arrivato….anch’egli abbronzato e sporco di sabbia….continuò…vengo da Torre Flavia ero a pesca …il forestiero gli chiese cosa ai pescato?

Un polpo e due orate rispose …mentre ero in spiaggia sentivo alcuni villeggianti che discutevano su cosa servirebbe a Ladispoli in quanto trasferiti da qualche anno….ascoltavo mentre riorganizzavo la barca disse …poi sentii alcune dicerie sulla torretta ….E in quel momento mi intromisi nei loro discorsi….dissi loro se sapevano che la torretta un tempo era completamente circondata dal mare e che nei suoi fondali c’era una varietà di pesci in abbondanza….mi risposero che loro sapevano solo che è così come la si vede e che vorrebbero proporre di restaurarla….dissi loro se conoscevano la storia dell’oro nascosto sotto di essa ….mi guardarono come un marziano…..E con aria scettica mi chiesero….Ma quant’è che vivi a Ladispoli?….Non sapevo se rispondere o andarmene….perché sapevano tutto loro…Ma risposi,…. sono indigeno del posto…E dissi se volete vi racconto degli aneddoti…mi dissero di no ….che a loro non importava il passato…Ma solo il presente futuro.

Ecco perché bisogna tramandare raccontare …valorizzare, soprattutto ai nostri ragazzi ….perché siano un domani portatori e custodi delle nostre origini…delle nostre storie ….delle nostre vite….,delle umili usanze  , Si sedette accanto a me..Gianpietro ,che era appena arrivato…..ci disse vogliamo portare questo amico forestiero da Paolo in pescheria?..rispondemmo certo..E ci avviammo verso la pescheria…gianpietro racconta un Po come si faceva l’aperitivo a Ladispoli.. prende una sedia mette una panchina sul marciapiede e dice dai ci sediamo e ci facciamo una birretta…questo mi raccontava mio padre disse,.. il forestiero sorrise e si fermò con noi a bere .. nel mentre era diventata una festa era arrivato Mandarino con il suo pescato …neanche lo scaricò dall’auto, scese e si mise seduto con noi, ci disse vogliamo rimanere a mangiare due spaghetti con cozze e vongole stasera in pescheria?, lo guardammo e tutti insieme ….. ,dai come ai tempi dei nostri genitori ,…E così ci organizziamo per la serata.

Ma il nostro da farsi non era passato inosservato , tantè che verso pomeriggio vedemmo affacciarsi in pescheria molti amici ladispolani,..Tonino  arrivò con una teglia di funghi e patate, cucinate divinamente dal padre,…che si fa? …Ma noi avevamo capito e con contentezza abbiamo rimediato altre sedie e tavoli, chiuse le serrande accesa la luce ci siamo accomodati a bisbocciare, ogni tanto dovevamo rialzare la serranda per far entrare altri amici…che arrivavano con le mani occupate con ogni ben di dio, e così facemmo mattina, tra risate e ricordi,al chè fattosi giorno Paolo si alzò dalla sedia andò in ufficio e poco dopo tornò con in mano un cartello…cèra scritto, oggi chiuso, e ….tutti insieme uscimmo per andare a prendere un caffè, arrivati al bar incontrammo peppe, che era appena arrivato con la sua motocicletta, disse buongiorno caffè,…certo rispose fabio stiamo qui a posta , e così gustando il caffè raccontammo a Peppe la nottata, …lui ne rimase talmente stupito che disse, …ragazzi vado io a fare le cozze e stasera le cucino come solo io so fare,…guardandoci , ok Peppe, e così tornammo in pescheria e Peppe cucinò delle cozze che riesce a fare solo lui,..il dono del saper cucinare è strepitoso,….cozze ,spaghetti, fritto.

Tutto cucinato divinamente da Peppe, nel mentre Giampietro era andato a prendere un maialetto fatto a porchetta da lui e condito divinamente e segretamente un sapore che non si può descrivere …accattivante, Giampietro è il meglio compagnone, con lui la serata divenne una festa, risate e vecchie canzoni ….e lui sempre al centro di tutti noi, la sua compagnia è fondamentale e…..così.passammo un altra indimenticabile serata …da poter raccontare.

Ecco questi ragazzi …Questo racconto narra in parte come si viveva un tempo a Ladispoli,…che aria si respirava, …la bontà e genuinità di quei tempi,…l’identità ladispolana ,….un piccolo paese di mare, fatto di amicizia, ospitalità,…..e tanta umiltà. Oggi cè il progresso è vero….Ma se il progresso è mettere tutto il resto nel dimenticatoio,se la cultura di oggi ci crea….Ci impone …drastici cambiamenti e se nessuno si sofferma un attimo …e si volta indietro…Allora perderemmo tutto ciò che i nostri genitori con orgoglio ci anno lasciato,…i ricordi, le tradizioni, il contatto umano.
Ricordate,raccontate,ascoltate,…per una volta lasciate i telefonini, lasciate internet,…per una volta se dovete fare gli auguri a un amico o un familiare ….cercatelo, abbracciatelo…E parlandovi, guardandovi , fatevi gli auguri, raccontatevi, prendetevi un caffè,  ….insomma siate veri e reali …non lasciate che un computer assorbà la vostra identità. 

LETTERA FIRMATA

Franco Conte

Pubblicato lunedì, 18 Febbraio 2019 @ 11:34:50     © RIPRODUZIONE RISERVATA