Ladispoli, chiusa la sagra: un bilancio tra luci ed ombre - Terzo Binario News

di Francesco Scialacqua

Si è chiusa con i fuochi d’artificio la 68^ Sagra del Carciofo Romanesco di Ladispoli.

Una edizione che di certo non verrà ricordata per qualche novità o episodio degno di nota. Tutto si è svolto nel massimo ordine e senza alcun problema, ma in tanti quest’anno hanno percepito girando per il centro un senso di stantio e di appiattimento per un evento che deve offrire sempre qualcosa di nuovo ai visitatori che vengono ormai da anni.

Come ammesso dallo stesso sindaco Alessandro Grando, secondo cui giustamente “La prima sagra non si dimentica mai”, “L’anno prossimo cercheremo di migliorare ancora facendo tesoro di questa prima esperienza”. Segno evidente che il primo cittadino, per la prima volta intento a comprendere fino in fondo i meccanismi della festa, ha già in mente qualcosa per rinnovare questa tradizione che è patrimonio della città.

Non si ha ancora un bilancio delle presenze, ma l’impressione è stata di un minore afflusso rispetto agli anni passati, soprattutto di venerdì e sabato. Un effetto che potrebbe essere dato anche dalla disposizione più ampia degli spazi espositivi che ha aperto di molto le vie del centro rispetto alla calca degli anni passati.

Come da tradizione la Sagra è stata passerella per le tante realtà sportive e culturali della città. Tante persone si sono esibite sul palco di Piazza Rossellini, un palco che però meriterebbe nei momenti clou un’autorevolezza maggiore. E così il sabato sera sul palco si è visto poco o nulla di veramente accattivante. L’evento più atteso un inno a Ladispoli, un azzardo che sinceramente poteva essere evitato. Nella storia veramente in pochi si sono cimentati in una impresa simile, nemmeno forse il grande maestro Freccia. Resta poi il fatto che ad affollare le vie del centro ci sono soprattutto visitatori per i quali uno spettacolo “comunal popolare” potrebbe destare ben poco appeal.

Perno della festa sta sempre di più diventando Piazza dei Sapori, una idea ottima della Pro Loco che però in linea di principio sta sempre più offuscando quello che è il vero protagonista della kermesse, il carciofo romanesco di Ladispoli.

Un’edizione quindi che va in archivio senza infamia e senza onore, nel rispetto delle tante persone che in questi giorni hanno lavorato per dare alla città di Ladispoli la continuità di una così importante tradizione.

Pubblicato lunedì, 16 aprile 2018 @ 07:53:36     © RIPRODUZIONE RISERVATA