Ladispoli, Cavaliere in merito alla mozione antiabortista: "La madre degli ignoranti è sempre incinta!" - Terzo Binario News

Riceviamo e pubblichiamo – Negli ultimi giorni commenti su Facebook e articoli vari apparsi sui siti della stampa locale hanno nuovamente fatto emergere come persone che si dichiarano di “sinistra” facciano solo propaganda di bassa leva, utilizzino la disinformazione al solo scopo di aizzare i lettori alla contrapposizione violenta.

L’ignoranza attestata dai “leoni della tastiere” è la dimostrazione che i pregiudizi ideologici basati su idea precostituite e antiscientifiche servono solo a denigra a chi la pensa diversamente da loro. La “sinistra italiana” è specialista nel confondere la verità, nel cercare di rendere ridicoli i loro oppositori producendo “frottole a fiume”, denigrare l’avversario con ogni mezzo propagandistico possibile – menzogne comprese-, fare apparire “moralmente inferiore” chi cerca di informare le masse sui retroscena della manipolazione dell’opinione pubblica attuata con l’uso della neo-lingua. I “signori della sinistra”, partendo dalla presunzione che l’intellighenzia è progressista, immodestamente dichiarano di saper governare meglio della destra; questi presuntuosi modernisti, che si caratterizzano per la loro arroganza e per il linguaggio mistificatore, si credono di avere il diritto di giudicare gli oppositori al “pensiero unico” come gente non qualificata! Nella “ Prima Repubblica” il PCI, ha sempre gestito il sottobosco politico – amministrativo, ovvero governato: regioni, provincie e comuni, gestiti buona parte della sanità, della scuola e della magistratura, mentre il “penta partito” governava a livello nazionale. Il PDS, DS, l’ULIVO e ora il PD continua ad avere il controllo del territorio per causa delle persone inserite a livello istituzionale quando il loro potere era al massimo, ora senza rappresentare più le istanze dei più deboli e della classe meno abietta della società. Infatti, la “sinistra” in Italia continua a perdere consensi elettorali, proprio perché ha rotto il legame storico con gli impegni nei confronti del ceto operaio che comprendeva l’attuazione dei valori di solidarietà.

A Ladispoli, purtroppo, i “vizi nazionali della sinistra” si manifestano con altrettanta evidenza e così mi sento obbligato a dare alcune informazioni ai lettori per spiegare bene la Mozione sulla L. 194/78 presentata dai Consiglieri Comunali di Fratelli d’Italia – Ladispoli: Giovanni Ardita e dallo scrivente.

Recentemente il Consiglio Comunale di Verona ha dichiarato il proprio comune “Città a favore della vita”. A seguito di questa deliberazione, consiglieri comunali delle città: Milano, Ferrara, Modena e Roma, hanno presentato mozioni somiglianti, e anche a Ladispoli è stata utilizzata una mozione simile a quella FdI – Roma. Il leader di FdI, Giorgia Meloni, ha sposato la causa di far funzionare bene la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza (IVG) invitando tutti gli amministratori di FdI a presentare istanze simili in tutta l’Italia. FdI di Ladispoli agisce in perfetta concertazioni con le indicazione del leader G. Meloni!

Vorrei dare delle spiegazioni sulla mozione presentata da Ardita e me, così da aiutare i lettori a distinguere la propaganda becera dei presunti rappresentanti della “sinistra” locale e l’attinenza della mozione ai dettami della legge 194/78. Lascia perplesso che la “sinistra” di Ladispoli non si impegni nella difesa dei più deboli: le donne che si trovano nella condizione di dover considerare una IVG e i feti abortiti.
.Stupisce il fatto che la “sinistra”, che ha governato e governo ancora, ha disatteso e disattende ancora i contenuti della legge 194/78, ed ora, a Ladispoli, si ribella a chi vuole che la legge venga applicata nella sua interezza. E’ scandalosi questo atteggiamento della sinistra che si disimpegna nella lotto per la legalità, nel rispetto della vita e delle istituzioni e che usi la “neo lingua” per ingannare ancora una volta le masse e così nascondere le proprie deficienze e responsabilità!

Precisazioni sulla mozione legge 194/78 presentata il 30.10.18, prot. nr. 50386 del Comune di Ladispoli presentata da G. Ardita e R. Cavaliere.
La legge 22 maggio 1978, n. 194 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” (pubblicata sulla GU n. 140 del 22-5-1978), recita:

“Art. 1
Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.
L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché’ altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.”

L’art. 1 corrisponde al primo capoverso della “premessa” della mozione Ardita/Cavaliere.
Il Secondo capoverso della mozione corrisponde ai dettami dell’art. 2 e 5 della legge 194/78:

“Art. 2.
I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n.405, fermo restando quanto stabilito dalla stessa legge, assistono la donna in stato di gravidanza
d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la
donna all’interruzione della gravidanza.

Art. 5.
Il consultorio e la struttura socio-sanitaria, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici, hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto.”

Nella mozioni seguono delle interpretazioni che mettono in risalto come i vari articoli della legge sono stati sostanzialmente disattesi negli ultimi 40 anni; da quando è in vigore la legge sull’IVG nessuno si è mai veramente impegnato a farla funzionare bene.
Nella parte delle “considerazioni” della mozione anzidetta, il primo capoverso corrisponde all’art.15 della legge:
“Art. 15.
Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno
rischiose per l’interruzione della gravidanza. Le regioni promuovono inoltre corsi ed incontri ai quali possono partecipare sia il personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sia le persone interessate ad approfondire le questioni relative all’educazione sessuale, al decorso della gravidanza, al parto, ai metodi anticoncezionali e alle tecniche per l’interruzione della gravidanza.
Al fine di garantire quanto disposto dagli articoli 2 e 5, le regioni redigono un programma annuale d’aggiornamento e di informazione sulla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali esistenti nel territorio regionale.”

Le richieste formulate al Sindaco Alessandro Grando e alla sua Giunta Comunale fanno riferimento ai dettami della legge che prevedono che la Città di Ladispoli si impegni nella giusta informazione e sostegno della madri, dei padri e a tutela della vita e della famiglia!

Vorrei ricordare a tutti i miei detrattori che gli effetti post – aborto sulla salute delle donne sono drammatici, p.es. sensi di colpa, idee suicide, depressione, problemi sessuali nella coppia, rottura del rapporto di fiducia nella coppia, difficoltà e rimanere incinta e varie patologie a danno dell’apparato genitale possono essere le conseguenze dell’aborto praticato. Ma degli aspetti clinici ne parleremo in un convegno specifico, visto che io ho la “Delega alla Formazione degli Adulti”.

Sono certo che tutto il Consiglio Comunale voterà a favore della mozione Ardita/Cavaliere proprio per evitare altra sofferenza a chi si trova a prendere decisioni pesanti.

Raffaele Cavaliere

Pubblicato sabato, 3 novembre 2018 @ 17:16:43     © RIPRODUZIONE RISERVATA