Ladispoli, Agresti: "Pericoloso se gli haters sono docenti" - Terzo Binario News

Con delusione ho notato che i miei haters sono diminuiti in maniera esponenziale. Non ne sento la mancanza anche perché ho sempre un paio di affezionati odiatori da tastiera che scarabocchiano sotto i miei post o sotto i lavori dei nostri meloncini.

Quello che mi dispiace è che un (fortunatamente ex) docente, in un gruppo di FB, abbia imbrattato il link delle riflessioni dei nostri ragazzi usando la ormai desueta frase “parlaci degli altri morti”.
Questo deficiente (da deficio = mancante di qualcosa, in questo caso di professionalità docente) probabilmente è uno di quelli che, non sapendo insegnare nulla, hanno condotto gli attuali adulti ad odiare il prossimo senza alcuna ragione.
Nella nostra Scuola noi insegniamo ogni giorno la necessità della pace e l’importanza della conoscenza, mentre questo deficiente (mancante di informazioni storiche) si sveglia solo quando si parla di amare il prossimo per scimmiottare i veri fascisti: i razzisti.
Questa volta, però, ha voluto scimmiottare i nazisti. Ma così facendo mi ha indotto a pensare che forse ha ragione, forse è possibile vedere alcune differenze fra i morti: quelli uccisi nelle foibe dagli yugoslavi, quelli sterminati in Abissinia dagli italiani, come tutti quelli morti a seguito di azioni violente di guerra diretta o indiretta (azioni comunque orripilanti, abominevoli ed aberranti come lo è la guerra, come chi la fa e come chi la vuole), forse sono un po’ diversi da quei bambini uccisi nei campi si sterminio, a sangue freddo e senza alcun, comunque ingiustificabile, scopo, se non l’odio razziale, odio identico a quello che oggi osserviamo in certi suoi amici.
Non ne provo disprezzo, provo sincera pietà per lui e per loro”.

Riccardo Agresti

Pubblicato mercoledì, 29 Gennaio 2020 @ 10:00:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA