Ladispoli 1, l'Orto dei Gianni fa coltivare i ragazzi - Terzo Binario News

“Coltivare piante e verdure, produrre il cibo e averne cura è una delle attività più antiche dell’uomo e poterlo “fare” concretamente è un’occasione di crescita che può produrre cambiamenti notevoli, spesso più profondi di quelli che si possono osservare durante le varie gite o visite naturalistiche. Secondo noi, è più facile imparare a diventar responsabili vivendo a contatto con la natura che tutti i giorni sviluppa la sua  bellezza e la sua forza !

Grazie al progetto curato e coordinato dalla docente Marina Cozzi, denominato” L’Orto dei Gianni”, gli alunni di tutte le classi del Plesso G. Rodari, hanno preparato il terreno e messo a dimora : broccoli, insalata, finocchi, spinaci e radicchio. Hanno realizzato orti in cassetta e piccoli angoli fioriti dando vita ad una iniziativa pensata per avvicinare il bambino all’ambiente e alla natura, far acquisire e autostima e fiducia, sviluppare il senso di responsabilità e condivisione. E’ con la curiosità che si diventa attivi nei percorsi di scoperta ed apprendimento. Infatti dal semplice orto si può lavorare su come rendere il giardino un luogo affascinante e ricco di stimoli con angoli di piante aromatiche ed officinali, piccoli frutteti, frutti di bosco, ortaggi saporiti. L’idea è poi  di pensare l’orto non come un diversivo ma come lo sfondo integratore su cui si intersecano svariate materie: matematica, geometria, educazione alimentare, educazione artistica, ecc. Non solo, l’orto può diventare un modo per rileggere la storia… lo spunto per scoprire il proprio territorio cercando i materiali naturali di cui necessitiamo; può diventare un modo per conoscere le tradizioni, le colture tipiche e la cultura popolare, quindi anche un modo per conoscere quelle di altri popoli e di fare concretamente Intercultura. Ringraziamo quindi tutti i genitori e i nonni degli alunni , che ogni anno per la realizzazione del progetto offrono la loro preziosa consulenza gratuita ed il loro fattivo contributo. Le nostre esperienze, infatti, puntano molto sul valore sociale dell’orto, l’atto del coltivare diviene un momento di partecipazione collettiva che mira a ricollocare al centro dell’attenzione la capacità che ognuno di noi dovrebbe avere di produrre il proprio cibo, indipendentemente dal fatto che ciò sia necessario. In breve : legare l’esperienza nell’orto (semina, crescita e cura degli ortaggi) alla trasformazione degli ortaggi secondo ricette tradizionali, suggerite da genitori, nonni e cuochi ,vale davvero la pena, poiché permette di promuovere un’alimentazione varia e sana che passa attraverso il recupero delle varietà ma soprattutto attraverso il rispetto e l’amore per la natura!

Marianna Miceli
( Docente dell’Istituto)

Pubblicato venerdì, 1 Novembre 2019 @ 13:56:49     © RIPRODUZIONE RISERVATA