La De Vito: "Nuovo statuto irricevibile, scendiamo in piazza" - Terzo Binario News

La consigliera grillina in Regione: “La riforma Cartabia rappresenta ciò che abbiamo sempre combattuto”

“Era febbraio del 2020 quando si sarebbe dovuto procedere alle votazioni del nuovo capo politico.

Ma i “big” del M5S tremavano all’idea che l’unico nome gradito dalla base fosse quello di Alessandro Di Battista, un uomo che certo non avrebbe mai permesso di diventare una costola del PD.

Per questo si sono inventati il percorso degli Stati Generali, percorso di partecipazione e democrazia dal basso cui non ho mai creduto. Dietro c’era ben altro.

Innanzi tutto l’idea di liberarsi di Rousseau, la piattaforma gestita da terzi che non avrebbero mai potuto controllare e di Davide Casaleggio che successivamente, con il manifesto controvento, avrebbe ribadito il massimo dei due mandati.
L’iter intrapreso dagli Stati Generali, poi, aveva portato a soluzioni precise e importanti: una leadership collegiale e la rappresentanza degli attivisti a tutti i livelli ed in tutti gli organi, oltre al rispetto e all’autodeterminazione dei territori.

Questo quanto si chiedeva per mantenere l’idea originaria di Gianroberto. Un nome e un progetto che Conte non dovrebbe neppure nominare perché proprio non lo ha compreso. Il suo verticismo vuole solo distruggere un sogno con l’unico scopo di creare l’ennesimo partito.
Il peggiore, quello dell’uno su tutti…contornato da chi crede che l’uomo solo al comando porti da qualche parte.

È tempo quindi che si torni in piazza, anche per ricordare Gianroberto e tutto ciò che ha rappresentato e per riprendere possesso delle nostre battaglie a partire dalla critica feroce alla riforma Cartabia ma senza dimenticare quello che da mesi stiamo sopportando.

Il 40% lo aveva detto da subito: “non entriamo nel Governo Draghi perché non ci appartiene”, e sarebbero stati molti di più davanti ad un quesito chiaro ed inequivocabile.
Non era veggenza, bastava solo guardare chi erano i personaggi.
Ma la presunzione di chi pensa che il mondo possa cambiare solo grazie alla loro presenza, ha deciso per la nostra “morte politica”.
“Entriamo per vigilare e controllare da dentro oltre a difendere le nostre conquiste”, questa la giustificazione che hanno dato per mantenere le poltrone in un Governo che doveva vederci solo come forza di opposizione.

Ebbene, oltre al tentativo di annullare la prescrizione si è perso il salario minimo, il cashback, l’ambiente, la progressività fiscale, i poteri dell’Anac, il DL Dignità, il no al Ponte sullo Stretto e alle altre opere inutili, i Benetton, i concorsi nella scuola…..resta solo il RedditodiCittadinanza che per come è impostato, sarà raso al suolo alla prima occasione o alla prossima legge di stabilità per mancanza di finanziamento.

Per il momento la troppa presunzione e la lontananza dai territori e da ciò che eravamo, hanno fatto perdere credibilità e consensi oltre a tradire le promesse elettorali che avevamo fatto ad 11 milioni di italiani.
Non ci si può far affascinare dal canto delle Sirene, corrosi dal terrore di tornare ad una vita senza i riflettori.

Mi dispiace che in tutto questo Beppe non abbia guarda l’altra faccia della Luna, quella che per giorni gli ha inviato lettere e messaggi per “congelare” gran parte dei nostri “geni” al secondo mandato, riprendere i contatti con Casaleggio, chiedere scusa a tutti coloro che sono stati espulsi a seguito del voto contrario a Draghi e vedere se di quel progetto originario di Democrazia Partecipativa e Movimento dal Basso, che avevano creato lui e Casaleggio, fosse rimasta qualche scintilla sotto tutta questa cenere.

Adesso abbiamo anche la proposta di uno statuto che rappresenta un’offesa per tutti coloro che, risvegliati da un “vaffanculo”, avevano preso in mano la propria vita di cittadino consapevole e ne stavano costruendo qualcosa di buono e pulito, lontano dalle dinamiche e dagli interessi della politica.

Non so in quanti saremo mercoledì mattina in piazza, non abbiamo grandi strumenti per far sentire la nostra voce ma l’importante è continuare un percorso di coerenza.
Questo “inizio” io l’ho già vissuto quando un comico folle conquistava la Sicilia attraversando lo Stretto di Messina a nuoto.

Siamo una piccola fiamma che arde e non punta a vincere ma a convincere che la politica deve essere diversa, che la rivoluzione culturale si può fare partendo da un cittadino pensante e non suddito.

Noi ci saremo mercoledì 21 dalle 10,30 alle 13 perché la riforma Cartabia rappresenta ciò che abbiamo sempre combattuto e mi aspetto che tutti i portavoce che in questi giorni l’hanno criticata, e tutti i giudici, i magistrati che non sono d’accordo, ci mettano la faccia.

Differentemente sono solo chiacchiere….”

Francesca De Vito

Pubblicato lunedì, 19 Luglio 2021 @ 19:05:16     © RIPRODUZIONE RISERVATA