Incontro della Corrado Melone di Ladispoli sul tema dei botti di capodanno con l'espero Enzo Musardo • Terzo Binario News

Uno dei compiti affidatici per le vacanze alla fine dell’incontro con l’esperto di ordigni bellici, Enzo Musardo, sperimentatore di armamento, colonnello dell’aeronautica, esperto consulente di armi e di esplosivi, redattore di libri di testo nella materia e di manuali tecnici, nonché consulente industriale internazionale e perito balistico in tribunale, è stato cercare sul telegiornali notizie sugli incidenti di fine anno causati dai fuochi d’artificio. Bene, la prima notizia è che per il quinto anno di seguito non ci sono stati morti, la seconda notizia è che i feriti sono aumentati, ma fortunatamente le ferite sono state mediamente meno gravi.

Altro compito era di leggere le istruzioni dei fuochi di artificio che avremmo “sparato”, ma noi non abbiamo potuto farlo: abbiamo preferito farci dare dai genitori direttamente i soldi che avrebbero speso in “botti” per comprare giochi per le nostre console.

L’incontro, avvenuto poco prima delle vacanze natalizie presso la nostra sala teatro, cui purtroppo hanno potuto partecipare solo poche classi a causa dello spazio ristretto, è iniziato con l’illustrazione di ordigni della seconda guerra mondiale che rischiamo ancora oggi di trovare sulle spiagge o intorno a Ladispoli. Sembrerà strano, ma esistono ancora e sono numerosi ed il motivo ce lo ha mostrato Musardo con una cartina risalente alla seconda guerra mondiale dove sono riportati i vari accampamenti e le zone minate: erano tantissime e non tutte sono state adeguatamente “ripulite”. In alcuni punti ormai ci sono palazzi, in altri giardini e campi coltivati. Il consiglio è stato molto semplice e duro: “se vogliamo mantenere salve mani e braccia e continuare a vivere, non dobbiamo toccare assolutamente nessun oggetto metallico che potremmo trovare nelle campagne o nei boschetti intorno a Ladispoli: potrebbe essere una bomba o una mina inesplosa!”.

Ma se un pericolo risalente a oltre 70 anni fa non lo cerchiamo di sicuro, invece alcuni rischi addirittura paghiamo per averli. Ad esempio, sparare dei razzi non è uno scherzo perché non sappiamo con precisione dove possono finire. Musardo ci ha così raccontato di un suo amico morto lo scorso anno perché a Roma un razzo, sparato dalla strada, era finito nel suo appartamento da una finestra incendiandolo e lui, per cercare di spegnere le fiamme, vi è morto. Nemmeno ci si rende conto del pericolo di avere nei negozi, magari sotto casa, grandi quantità di “botti” che, se prendessero fuoco, avrebbero la capacità di far “saltare” l’intero stabile e lungo viale Italia lui ne ha visto una catasta che un qualsiasi imbecille, che passasse con una sigaretta accesa, avrebbe potuto far esplodere. Se si vuole acquistare dei “botti”, è bene comprare prodotti controllati, infatti sono purtroppo in vendita, a prezzo di poco più basso, dei botti fatti artigianalmente, che magari hanno le micce non funzionanti o troppo corte, con il risultato di perdere dita, occhi o peggio. Musardo ci ha spiegato che lui ha lavorato per anni nel campo degli esplosivi e per anni ha ispezionato le fabbriche che producono i fuochi d’artificio e sebbene abbia le competenze per far esplodere anche materiali bellici, si guarda bene dal “giocare” con questi materiali perché sa bene cosa potrebbe comportare un minimo di sfortuna, di cattivo funzionamento o di errata manutenzione. Non stiamo a riportare tutte le indicazioni su una corretta manutenzione perché, a ben pensarci, si tratta di suggerimenti semplici ed ovvi che solo uno sciocco sconsiderato non rispetterebbe: chi sarebbe così sciocco da accendere un fuoco d’artificio al chiuso, in auto o vicino cose infiammabili? Chi sarebbe così sciocco da accendere un “botto” vicino al volto di qualcuno? Chi sarebbe così sciocco da tentare di accendere botti inesplosi? Eppure la quasi totalità di incidenti a capodanno avvengono proprio perché non si sono rispettate queste semplicissime regole!

Un’ultima considerazione Musardo ce l’ha offerta ricordano che se amiamo i nostri animali, non dobbiamo dimenticare che loro non comprendono cosa stia accadendo e che un rumore troppo forte, come l’esplosione di un “botto”, li fa stare malissimo, li terrorizza … insomma loro non si divertono affatto, ma in definitiva noi ci divertiamo davvero?

Pubblicato giovedì, 4 Gennaio 2018 @ 08:16:26     © RIPRODUZIONE RISERVATA