Il clochard di Trieste. "A Civitavecchia nel '97, negato l'asilo politico pur scappando da Ceaucescu" - Terzo Binario News

“Dormo in strada e non mi è mai successo niente, tante persone mi hanno aiutato: c’era chi portava cibo caldo, chi mi dava dei soldi”. Così in un’intervista al Piccolo di Trieste Mesej Mihaj, il senzatetto romeno che si è visto gettare in un cassonetto i pochi averi dal vicesindaco leghista Paolo Polidori e che racconta di un lungo trascorso a Civitavecchia.

Mesej spiega di essere finito in strada dopo essere stato «buttato fuori da un centro di accoglienza». Da allora in migliaia sul web e dal mondo della politica sono intervenuti indignati per quel gesto. Lui, spiega in un’intervista di non essersene nemmeno reso conto e di non avere realizzato della tanta solidarietà arrivata dopo. In questi giorni Mihaj si trova in un hotel vicino a Trieste dove è stato accolto dalla comunità romena e dal suo presidente Andreescu Felix Aurelian. Mesej è arrivato in Italia dalla Romania molti anni fa. Racconta di essere fuggito dalla dittatura di Ceausescu. «Nel 1989 ero in piazza a manifestare – dice – poi ho avuto paura e sono scappato». Dopo essere vissuto a Gaeta, prosegue, «nel 1997 sono finito a Civitavecchia. Ho chiesto più volte asilo politico ma invano». Non ha precedenti penali ma il 3 dicembre scorso gli è arrivato un foglio di via dalla Polizia locale. Un obbligo al quale non ha ottemperato e che gli è costato una denuncia. Il 12 ottobre gli rubano i documenti e lui non sa cosa fare. «Sono a Trieste da allora. Ho dormito in un centro di accoglienza per cinque giorni, poi di punto in bianco mi hanno detto che dovevo andarmene perché non avevo la residenza -spiega- Sono andato a fare la denuncia di furto due volte, alla terza mi hanno detto che dovevo andare via. L’assistenze sociale mi voleva dare solo un biglietto per la Romania».

Pubblicato martedì, 8 Gennaio 2019 @ 06:33:50     © RIPRODUZIONE RISERVATA