Grando imputato, Indipendenti di Sinistra: "Speriamo che nessuno a Ladispoli si sia intossicato con l'acqua inquinata" - Terzo Binario News

“Un antico adagio esorta a “non scherzare col fuoco”…e nemmeno con l’acqua. Batteri coliformi nell’acqua potabile della zona Sirene e carte bollate nel cielo di Piazza Falcone. Tiene banco la notizia del rinvio a giudizio del Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando per la contaminazione dell’acqua in Largo delle Sirene.

Come si dice in gergo cavalca l’onda in attesa del verdetto. Il fatto come è noto ebbe inizio lo scorso giugno e fu oggetto di un carteggio ping pong, ufficiale – acqua contaminata sì, acqua contaminata no – tra la ASL Roma 4 e il primo Cittadino.

La materia in discussione non era la quantità di cloro o di altri elementi consentiti nell’acqua da bere che anche in eccesso non comportano gravi rischi alla salute, no la denuncia era di una portata ben più grave, i coliformi.” La presenza di batteri indicatori (Escherichia coli, batteri coliformi, enterococchi) rivela una contaminazione fecale dell’acqua potabile. Se in un’acqua potabile vengono rilevati questi microrganismi, si presume la presenza anche di microrganismi patogeni (Salmonelle, virus, ecc.).”in parole povere, roba di fogna e, detto per inciso, in piena pandemia da Coronavirus. Un’acqua così inquinata non si può usare nemmeno per uso igienico personale.

Come reazione al rinvio a giudizio il Sindaco rivendica, tra l’altro, la trasparenza dell’operato che riassumiamo: In data 8 giugno la ASL invita formalmente Grando ad emettere un’ordinanza di sospensione della rete idrica nell’area di Largo delle Sirene per la presenza dei coliformi. In risposta il 9 giugno Grando dichiara: “Non si ritiene necessario procedere all’adozione dell’ordinanza di non potabilità”, dal momento che il controllo da parte di un laboratorio privato, contattato per l’occasione non aveva rilevato contaminazioni. E qui uno potrebbe pure chiedersi, con una punta di malizia, perché diffidare della ASL RM4 che è fino a prova contraria l’Organismo istituzionale preposto al controllo delle acque e che non ammette pressapochismo? Organismo che non ha mollato la presa. Poi ci si è arresi all’evidenza, i coliformi non erano campati in aria quindi “per precauzione” stop ai rubinetti e invio delle autobotti finché non si è giunti alla fonte della contaminazione e cioè un allaccio abusivo. Ora la questione è nelle mani della Magistratura, e farà il suo corso. Noi ci auguriamo che nei giorni caldi dei coliformi i ladispolani della zona interessata siano stati prudenti e che non abbiano riportato conseguenze in termini di salute”.

Gruppo Indipendenti di Sinistra

Pubblicato martedì, 15 Settembre 2020 @ 16:32:30     © RIPRODUZIONE RISERVATA