Fratelli d’Italia punta alla Presidenza della Regione Lazio: in lizza Rampelli, Colosimo e Lollobrigida • Terzo Binario News

Dopo il trionfo elettorale del 25 settembre, sarà il Partito di Giorgia Meloni ad esprimere il candidato Presidente di Regione

Nella Regione Lazio, che sarebbe comunque andata al voto nel marzo prossimo per scadenza naturale del mandato, l’elezione a Deputato di Nicola Zingaretti, attuale Governatore, anticipa di fatto la chiamata alle urne dei cittadini laziali. Così come anticipa necessariamente le strategie dei vari schieramenti politici in campo.

Nella coalizione Dem già da tempo, chiaramente si sta ragionando su chi tenterà di prendere il posto dell’ex Segretario PD. Indipendentemente dalla sua elezione a Palazzo Montecitorio, avrebbe comunque dovuto lasciare la Pisana in quanto giunto alla scadenza dei suoi due mandati.

Tra i nomi, quello dell’attuale Vicepresidente regionale Daniele Leodori, spalleggiato da un big del partito quale il Senatore Bruno Astorre, e quello dell’Assessore alla Sanità, protagonista di due anni estremamente impegnativi a causa della crisi pandemica, Alessio D’Amato.

Certamente la batosta senza precedenti a livello nazionale, un po meno a Roma città, ma molto forte nelle periferie, ha sconvolto i piani di entrambi gli schieramenti.

Il centrodestra è stato dilagante e senza alcuna ombra di dubbio, forte anche di essere il partito più votato del paese, sarà Fratelli d’Italia ad esprimere il candidato Presidente di Regione.

Tra i nomi più papabili, c’è quello di Fabio Rampelli, uno dei fedelissimi del partito della Meloni, già nel 2018 vicino alla candidatura a Governatore (gli fu poi preferito Stefano Parisi), Vicepresidente della Camera dei Deputati uscente e secondo voci di corridoio tra i più accreditati alla conquista del massimo scranno della Regione.

Da non escludere, anche i nomi di Chiara Colosimo (appena eletta in Parlamento) e Francesco Lollobrigida, altro “meloniano” di ferro. Insomma, nel centrodestra poco da dire, se non che con estrema e matematica certezza, il candidato presidente sarà espresso dal partito di Giorgia Meloni.

Il punto nevralgico nel futuro elettorale sarà senza dubbio quello delle alleanze: attualmente la Giunta Regionale è di larghe intese, con una maggioranza PD – MoVimento 5 Stelle – Italia Viva/Azione, tre compagini che durante il voto di domenica 25 settembre sono andate l’una contro l’altra.

Solo se tutte unite queste forze, con un candidato Presidente condiviso, il centrosinistra riuscirà quantomeno a limitare una probabile, ad oggi quasi certa considerati i risultati di settimana scorsa, sconfitta elettorale.

Chiaramente, chi ad oggi necessita di una maggiore rifondazione è proprio il Partito Democratico, verso la strada non solo del congresso, con un Segretario quale Enrico Letta già dimissionario, ma della completa rifondazione. La nuova classe dirigente, che ancora non è dato sapere se riuscirà ad insediarsi prima del voto regionale, dovrà capire quale strada intraprendere, sia da un punto di vista politico che da un punto di vista delle alleanze.

Intanto l’esito delle elezioni politiche del 25 settembre ha già mietuto una vittima illustre nella corrente politica di centrosinistra: basti pensare quanto accaduto a Latina, storica roccaforte del centrodestra e “casa” del Leghista Durigon, dove a farne le spese è stato il “povero” Damiano Coletta, riconfermato Sindaco per un secondo mandato lo scorso ottobre, costretto a tornare alle urne nel settembre di quest’anno in alcune sezioni, nuovamente vincitore e immediatamente sfiduciato dal Consiglio comunale, dimessosi in massa.

Da notare, come Coletta è stato il primo Sindaco di centrosinistra a “violare” per ben due volte lo storico fortino di voti per il centrodestra di Latina.

Pubblicato lunedì, 3 Ottobre 2022 @ 09:08:23     © RIPRODUZIONE RISERVATA