Fabio Giustiniani, nuovo esordio in porta... a 45 anni - Terzo Binario News

Il preparatore dei portieri del Santa Marinella costretto a scendere in campo a Canale racconta le sue emozioni

“Fabio, domani la maglia numero 1 la indossi tu>. La frase che ogni portiere all’esordio vorrebbe sentirsi dire prima di una gara importante. Lo scenario cambia se si è fermi da anni, un passato glorioso e 45 anni all’anagrafe.

Eppure Fabio Giustiniani ha indossato guanti e maglia imbottita e al Cesare D’Aiuto di Canale Monterano è sceso in campo per il Santa Marinella. Non è andata benissimo, visto il 4-1 finale appannaggio dei gialloblù ma resta un caso più unico che raro nel calcio professionistico così come in quello dilettantistico. Alla fine anche la soddisfazione di neutralizzare un calcio di rigore a Mirko Ciolli. Ma perché Giustiniani si è dovuto “sacrificare”?

Un’incombenza personale ha tenuto fuori il portiere titolare Andrea Sanfilippo e, contemporaneamente, l’estremo difensore della Juniores Lorenzo Unali, già sofferente a un ginocchio, ha provato a scendere in campo ma accusando dolore ha dovuto rinunciare.

Così sabato sera mister Gabriele Dominici ha preavvertito il preparatore dei portieri. “Non è che volessi – spiega Giustiniani – ma che dovevo fare? Era doveroso nei confronti del Santa Marinella 1947 e dei tifosi>. Lui, il portiere della Coppa Italia al Flaminio, spedito in campo sebbene fosse fermo da anni. “Sì, disputo allenamenti e partitella con la squadra, ma una gara di Promozione è ben diversa. Risultato a parte, posso dire che non è neanche andata così male anzi, poteva andare peggio> scherza. Poi torna serio: “Su quattro reti subite, su una forse potevo fare meglio, avendo respinto un tiro centralmente invece di indirizzarlo sul laterale. Il campo però era al limite della praticabilità, non si stava in piedi. Sapevo a cosa stessi andando incontro, sul sintetico sarebbe stato diverso. Ero preoccupato e più che una partita, è stata una battaglia>. Quindi la disamina personale: “Credo che di più non potessi fare. Sul rigore ho compiuto una bella parata, sul tiro di Colli scagliato a mezza altezza sul mio lato destro. Ho atteso fino alla fine per lanciarmi, l’ho studiato fino all’ultimo. I nostri sguardi si sono incrociati, quindi ha esitato prima di tirare allo scopo di per farmi cadere. Invece sono rimasto in piedi e confesso di aver immaginato, anche se solo per qualche frazione di secondo, che avrebbe calciato lì>. Curioso il post-gara: “Anche il “durante”, visto che alcuni compagni mi chiamavano ‘mister’ e possono essere miei figli. Dopo, sono arrivati tanti messaggi di stima e rispetto. I compagni mi hanno abbracciato, gli avversari applaudito>. E la soddisfazione degli ultimi minuti: “Con Castelletti uscito, ho indossato anche la fascia da capitano>. Il bilancio conclusivo però positivo” la conclusione di Fabio Giustiniani.

Pubblicato giovedì, 8 Ottobre 2020 @ 11:56:46     © RIPRODUZIONE RISERVATA