Dispersione scolastica, la Regione dice basta: da oggi anche asili nido domestici - Terzo Binario News

Approvata dopo un quarantennio la nuova legge sui servizi di offerta formativa per la fascia di età da 0 a 6 anni. Oltre 40 milioni la copertura finanziaria

di Stefano Marzetti

La Regione Lazio dice basta alla dispersione scolastica e approva la nuova legge sugli asili nido e, più in generale, sui servizi educativi per i bambini da zero a sei anni (‘legge di istituzione del Sistema integrato di educazione e istruzione per la fascia 0-6 anni’). Più qualità nell’offerta formativa, attenzione a servizi in periferia e in piccoli centri, inclusione dei piccoli con bisogni educativi speciali, come gli asili nido domestici. Copertura finanziaria pari a 10,5 milioni per il 2020, 17 milioni per il 2021 e 21 milioni per il 2022, oltre i trasferimenti statali. Oltre 40 milioni di euro complessivi. Tra gli obiettivi: rendere gratuiti i nidi per tutti, far emergere il sommerso e arrivare su tutto il territorio, anche nei comuni delle aree interne, al target europeo del 33%.

“Ripartiamo da bambini e bambine, non sono parole ma fatti concreti”, dice il presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti. Dopo 40 anni dall’ultima legge in materia, la Regione Lazio è la prima in Italia ad attuare il Decreto Legislativo 65/2017. La nuova normativa mira a contrastare i fenomeni della dispersione scolastica e della povertà educativa, garantendo pari condizioni di accesso e partecipazione ai servizi educativi per le bambine e i bambini, senza distinzione alcuna di genere, sesso, etnia, età, disabilità e orientamento religioso delle famiglie, garantendo pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco.

Oltre alle nuove norme per asilo nido, micro-nido e sezione primavera, si aggiungono i servizi educativi sperimentali in natura, come l’asilo nel bosco o l’agrinido e nei luoghi di lavoro. Vengono inoltre regolamentati una serie di servizi integrativi quali lo spazio gioco, il nido domestico, il centro per bambini e famiglie.

“Si attua finalmente il passaggio da servizio sociale a domanda individuale a servizio di educazione e istruzione a offerta universale nella misura in cui si amplia il raggio di azione della normativa”, commenta la presidente della IX commissione consiliare, Eleonora Mattia. “Il sistema integrato garantisce la continuità educativa, anche attraverso la costituzione di Poli per l’infanzia, con un’offerta qualificata e all’avanguardia e individuando una serie di servizi educativi per l’infanzia, diversificati e adattabili alle esigenze di ciascuna famiglia e territorio, anche dando copertura legislativa a esperienze già avviate de facto”.

Pubblicato mercoledì, 15 Luglio 2020 @ 20:12:21     © RIPRODUZIONE RISERVATA