Cupido va in pensione fa innamorare Allumiere - Terzo Binario News

Grande successo di pubblico per “Cupido va in pensione”, la commedia in due atti che porta la firma di Angelo Brunori. Ieri sera, la gremita platea dell’Oratorio ha assistito alla prima locale della commedia, la stessa che nel 2010 è stata rappresentata a scopo benefico al Teatro Momo di Padova dall’associazione “Il Piccolo Principe”, a sostegno dell’ospedale di Mestre.
L’opera, avvincente, è stata magistralmente interpretata,con ironia e leggerezza, dal gruppo “Le Zirivajele”, che hanno coniugato ad arte amore sacro e amor profano.
 In Paradiso, la quiete eterna del luogo viene turbata dall’anarchia dell’angelo Cupido, che, da quando è stato assunto in Cielo per acclamazione popolare, continua a comportarsi in tutto e per tutto da dio pagano dell’amore. Il nome Cupido, deriva dal verbo cupere, bramare e il figlio di Venere continua ad accendere fuochi amorosi scoccando le sue frecce a caso, anche e soprattutto laddove non dovrebbe.

Così, il risoluto San Pietro gli dà un ultimatum: o va sulla Terra a riparare ai propri errori, oppure se ne torna nell’Olimpo con gli dei falsi e bugiardi. In particolare, questo angelo sui generis dovrà aiutare padre Ignazio a salvare un orfanotrofio dal rischio di sfratto da parte del proprietario, il  perfido conte Fanfarini, che agli interessi umanitari preferisce  anteporre quelli economici.

L’impresa non si rivela semplice, perché il conte, da bravo uomo d’affari, propone a Cupido un patto: l’orfanotrofio in cambio dell’amore della maestra Isabella. C’è però un problema di non poco conto: per essere redento,  il dio dell’Amore non è sceso sulla Terra in clamide di porpora e armato di arco, bensì in abiti borghesi, senza poteri divini e oltretutto sorvegliato a vista da un severissimo Arcangelo Michele, pronto a riferire a San Pietro ogni eventuale defaillance.
Eppure, con un po’ di estro e qualche trucco, l’impresa riesce e arriva il lieto fine.
<<Sono felice – ha dichiarato visibilmente emozionato Brunori, al termine della presentazione – che la commedia vi sia piaciuta e, soprattutto, sono contento di avervi regalato un sorriso. Perché il sorriso è una cosa vitale, proprio come il respirare>>.
Ecco i protagonisti della commedia: Fede (Elisabetta Bussolotti, che ha realizzato anche le scenografie), Speranza (Angelica Costa), Carità (Alessandra Ercolani, che ha curato anche i costumi), il parroco (Andrea Fresi), la maestrina (Marianna Feliciani) il Conte (Giuseppe Finori), San Pietro (Giancarlo Befani e aiuto regista), l’Arcangelo Michele (Marco Batolomucci), Cupido (Flavio Franchi). Gli angioletti sono stati rappresentati invece da Luca Brunori, Vittoria Lancia, Giulia Cimaroli, Michela Moroni, Marco Muneroni, Ginevra Brancaleoni e Ilaria Luchetti.
La colonna sonora è stata realizzata dalle trombe degli allievi del professor Gino Fedeli, Luca Brunori, Marco Muneroni, Valerio Tassarotti, Marco Nobili e Damiano Filabozzi.
Un grazie, il regista ha voluto porgerlo anche al maestro Dario Fugalli, alle ballerine e coreografe Valeria Pennesi e Ilaria Mercuri (della scuola di danza di Letizia Costantini), a Patrizia Mancini, Marianna Feliciani, Maria Pinardi, Monica Pinardi e Antonio Pinardi per l’assistenza, nonché a Massimo Leoni per le luci e a Pino De Micheli per le riprese.
<<E un ringraziamento particolare – ha concluso poi Brunori – lo voglio riservare al parroco don Stefano, all’Amministrazione Comunale e, soprattutto al pubblico, per il calore dimostrato>>

Pubblicato sabato, 7 Settembre 2019 @ 11:03:52     © RIPRODUZIONE RISERVATA