Concerto di Jovanotti: si evoca lo zampino di Zingaretti - Terzo Binario News

Continua la ricerca di un capro espiatorio per lo spostamento del concerto di Jovanotti da Ladispoli e Cerveteri. Dopo gli ambientalisti a finire nel mirino della politica ladispolana è ora il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Nessuno spiega quale sia il collegamento tra gli organizzatori del tour di Jovanotti e Zingaretti, ma la trama dell’ennesimo complotto sarebbe legata all’amicizia tra il presidente della regione ed il sindaco Alessio Pascucci. Ma la tesi Zingaretti fatica a trovare fondamento anche alla luce che la Regione Lazio si è invece dimostrata nel recente passato molto vicina a Ladispoli. Il contributo economico maggiore per la realizzazione dell’Air Show della scorsa estate verrebbe proprio dalla Giunta Zingaretti.

Le possibili motivazioni dell’annullamento a Ladispoli

Le motivazioni ufficiali circa lo spostamento del concerto non sono state ancora rese note da nessuno. Eppure qualcuno sa per certo quali sono e forse, onde evitare strascichi di cattivo gusto, sarebbe il caso di tirarle fuori una volta per tutte.

C’è chi suppone che la questione sia totalmente sbilanciata sui temi dell’ambiente e quindi legata al fratino, ma c’è chi invece sostiene che sono state millantate autorizzazioni che non erano ancora messe nero su bianco. Tra queste una delle più probabili sarebbe quella dell’assenza del permesso della Procura delle Repubblica per accedere a Torre Flavia attraverso i campeggi sequestrati. E’ innegabile che senza quell’autorizzazione l’unico accesso all’area di Torre Flavia sarebbe stato lo stretto sentiero che porta da via Roma alla Palude. Sarebbe stato quindi folle fare il concerto senza vie di fuga se non a mare. Altri sostengono che l’autorizzazione mancante era quella della Città Metropolitana, che sul sito della Palude ha diretto accesso. Altri ancora sostengono l’assenza dei documenti per il superamento dei vincoli archeologici dell’area, che in parte hanno contribuito anche alla chiusura dei campeggi.

La politica ladispolana non ci sta

Secondo i politici ladispolani lo spostamento a Cerveteri non avrebbe eliminato l’interferenza del concerto con la palude, anche se obiettivamente la distanza tra la palude ed il concerto lato Cerveteri sarà molto più elevata rispetto ai margini di manovra disponibili a Torre Flavia. Il concerto infatti non si terrebbe, come riportato nelle cartine pubblicate da alcuni amministratori di Ladispoli, a confine con la palude, bensì nella zona nord di Campo di Mare. Andando a misurare le distanze risulta infatti che lo spostamento massimo a Torre Flavia dal perimetro della palude è di circa 120 mt mentre a Campo di Mare la distanza del concerto dalla palude potrebbe andare da 860 metri a 600 metri.

Sulla fattibilità a Campo di Mare rispetto a Ladispoli a tagliare la testa al toro sarebbe stato lo stesso sindaco Alessandro Grando il quale, a conoscenza delle esigenze della produzione, ha valutato fattibile lo spostamento a Cerveteri suggerendo la nuova location.

Le autorizzazioni ora ci sono, lo ha ammesso Jovanotti

Sta di fatto che a detta di Jovanotti ora ci sono tutte le autorizzazioni, lasciando capire che questa volta non ci saranno impedimenti dovuti alla burocrazia.

Nel frattempo continua la polemica nei confronti di Cerveteri. Il consigliere Ardita è di nuovo intervenuto accusando i vicini cerveterani segno forse che il fairplay sbandierato è più di circostanza che di fatto.

Pubblicato martedì, 8 20 Gennaio19 @ 08:48:12     © RIPRODUZIONE RISERVATA