Comitato Legalità Ladispoli: "La partita del nuovo stadio e le accuse di corruzione" - Terzo Binario News

Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo senza alcuna esultanza di nuove decisioni dell’autorità giudiziaria per l’appalto riguardante la costruzione del “nuovo” campo sportivo. Dalla cronaca si apprende di un funzionario, già raggiunto, in precedenza, da altri procedimenti, al quale adesso viene ordinato il sequestro di immobili, per un valore di circa 300.000,00 euro, corrispondenti al prezzo del reato di corruzione contestato, per avere favorito un costruttore romano in cambio di materiali edili e prestazioni di servizio utilizzati per la costruzione di opere private.

La notizia non sorprende nessuno e conferma quanto già era stato più volte evidenziato. Già prima ancora dell’avvio della costruzione vi era stata la segnalazione dell’allora vice presidente del consiglio che aveva denunciato, con un termine ben preciso, ciò che stava accadendo. Nella stessa area, inoltre si era registrata una serie di interventi che possono certamente definirsi “strani”, “irrituali” o peggio, sui quali ci auguriamo si faccia finalmente chiarezza.

Qualcuno ricorderà che per consentire la costruzione di quello stadio, che risultava ineluttabile allo scopo di potere dismettere il precedente e avviare i lavori di “piazza grande”, il Comune, di intesa con la Regione e in modo rocambolesco riuscì persino a modificare il piano di assetto idrogeologico del fiume Vaccina, creando non pochi danni ai titolari delle aree della zona artigianale, senza mai adottare, però, alcuna deliberazione consiliare, né di Giunta. E sempre con l’intesa della Regione, una volta accertato il vincolo rappresentato dall’eliporto, ottenne anche il finanziamento (500.000,00 euro) per spostare la pista di atterraggio.

Da ciò è evidente che la realizzazione del nuovo stadio è stata al centro di diversi interessi, certamente tutti leciti fino a prova contraria, e ha comportato un costo che inizialmente era di euro 1.600.000,00, poi lievitati fino a 2 milioni di euro.

Ciò che sorprende è l’insieme delle circostanze che, difficilmente possono essere tutte ricondotte all’interesse di un solo soggetto. Viene da chiedersi come è possibile che in un’opera stimata per 1.600.000,00 euro iniziali, possano esserci possibili ricavi illeciti per un valore di euro 300.000,00, senza che ciò salti agli occhi di chi amministra. Peraltro la stessa amministrazione comunale nel 2014 sente il dovere pubblicare un comunicato a sostegno delle scelte adottate da quel funzionario, di cui, quindi condivide l’operato, comprese la scelta degli affidatari e la stima del valore. C’è da sperare che non fossero consapevoli di ciò che affermavano.

Chi ha buona memoria ricorderà il clima ostile che si era creato intorno a chi chiedeva trasparenza o pubblicava articoli allo scopo di rendere edotti i cittadini delle vicende di quell’appalto, oggi confermate, ma di cui l’Amministrazione comunale di allora negava l’esistenza e sulle quali non prendeva nessuna misura.

L’ostilità nei confronti di chi sostiene la correttezza e la legalità non è un fatto nuovo e non si spegne nemmeno nel momento attuale. E adesso, lontani da quella vicenda, ci auguriamo che la classe politica locale sappia prendere le distanze sia da quei metodi, sia da quelle persone che ne hanno consentito la diffusione, sia consapevolmente, sia inconsapevolmente.

Soprattutto ci auguriamo che i cittadini di Ladispoli si rendano conto di ciò che accade e si interessino della vita politica della propria città. Ciò che è successo, non è un caso isolato e può ripetersi se si lascia che chi amministra o chi fa “politica” lo faccia senza rendere conto alla città, come si se si trattassero affari personali o di pochi amici.

Santo Fabiano
Presidente del Comitato per la legalità

Pubblicato lunedì, 19 Novembre 2018 @ 08:31:12     © RIPRODUZIONE RISERVATA