Civitavecchia, il tdv Varone da Amadeus è l'ignoto numero 6 - Terzo Binario News

Dal blu del mare alle luci del teatro delle Vittorie dove si registra la trasmissione di Rai 1 I Soliti Ignoti. Il responsabile delle comunicazioni della Direzione Marittima del Lazio Stefano Varone è stato “l’ignoto numero 6” nella puntata andata in onda venerdì sera. Ignoto sì al grande pubblico ma volto conosciuto fra gli organi di informazione cittadini, il tenente di vascello (grado che equivale a quello di capitano negli altri Corpi) racconta questa esperienza così fuori dagli schemi di chi vive in mare e con la divisa bianca.

“È stato tanto divertente quanto impegnativo – racconta Varone – perché ci vuole una giornata intera per registrare. E Amadeus è proprio bravo. Capisco perché gli abbiano affidato Sanremo 2020: è esattamente come si vede in tv, spigliato, alla mano, divertente e coinvolgente. Ecco, la sua stessa presenza basta per rendere piacevole l’apparizione in tv”.

Ma come ci arriva un ufficiale di Marina in uno dei programmi di punta di Rai 1? “Con una telefonata. Mi spiego: è stata la produzione del gioco a contattare la Marina, chiedendo di poter invitare qualcuno che avesse dimestichezza con le telecamere e che potesse partecipare. Il mio profilo corrispondeva a quanto richiesto per essere stato intervistato dalle tv nazionali in alcuni casi che hanno riguardato la Guardia Costiera di Civitavecchia e non solo. E così mi è stato affidato questo incarico sui generis”.

Partenza la mattina e… una giornata intensissima: “Mi sono venuti a prendere alla stazione per poi accompagnarmi al teatro delle Vittorie. Nel dietro le quinte c’è un viavai di gente irrefrenabile, truccatori, parrucchieri, costumisti che corrono per tendere telegenici gli ospiti. L’occasione ha pure permesso parecchia socializzazione insieme agli altri “ignoti”, con tutte queste ore e tempi morti che ci sono. C’è anche chi ha ritardato per ore, facendo finire la registrazione alle 21 effettuata il 3 gennaio. Il programma infatti non è in diretta”.

A un certo punto le telecamere si sono accese ed è toccato all’ignoto numero 6 trovarsi dinanzi al concorrente e ad Amadeus. Questi gli ha voluto vedere le mani, supponendo che Varone fosse un cercatore di tartufi, anziché un marinaio. In palio 32mila euro potenziali che però sono svaniti. <Ecco, quello che non si immagina è la tensione di quei momenti. Si sta in piedi per ore e bisogna recitare a memoria quelle tre frasi lunghe per “autotratteggiarsi”, in una delle quali è contenuta una traccia occulta che stando attenti si riesce a cogliere. Altro aspetto fondamentale è la faccia di bronzo: non bisogna far trasparire alcuna emozione per non fornire alcun indizio al concorrente. Persino i passi sono calibrati e bisogna fare attenzione gli scalini, altissimi. Solo che è impossibile in un contesto simile rimanere impassibili perché si è giocoforza coinvolti”.

Nel finale della trasmissione Varone poi è uscito in quanto ritenuto dal concorrente non somigliante al parente misterioso che va indovinato per vincere il montepremi. “Se ricapitasse lo rifarei? Probabilmente sì, perché alla fine è stata un’esperienza diversa dalla routine quotidiana” la conclusione di Stefano Varone.

Pubblicato domenica, 12 Gennaio 2020 @ 06:05:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA