"Civitavecchia e le sue acque", il libro di Annalisa D’Ascenzo - Terzo Binario News

È da poco uscito nelle librerie di tutta Italia il volume Civitavecchia e le sue acque. Terme, acquedotti e fontane nella cartografia e nella letteratura, scritto da Annalisa D’Ascenzo e pubblicato da Prospettiva editrice.

Il volume ripercorre la storia plurimillenaria della città e del suo territorio osservandola da un particolare punto di osservazione, quello della conoscenza delle risorse idriche e del loro intelligente sfruttamento, sia per rendere disponibili le acque potabili che per il termalismo.

Il testo vuole dunque analizzare in chiave geostorica quando e con quali modalità le risorse sono state conosciute e riconosciute come tali, attraverso quali sistemi materiali sono state utilizzate e valorizzate, quali saperi immateriali hanno accompagnato il loro sfruttamento e il complesso di funzioni pratiche e simboliche che hanno svolto nei secoli.

Le strutture idrauliche infatti sono resti tangibili di un lontano passato glorioso e di più recenti nuove stagioni di fortuna che hanno caratterizzato l’area costiera civitavecchiese, inciso profondamente sul paesaggio e sull’identità locale attuale, anche quando il processo non è pienamente cosciente. Si pensi ad esempio alla toponomastica e al suo forte collegamento con le attività svolte in passato in luoghi determinati dello spazio cittadino e della campagna oggi urbanizzata. 

Prendendo come riferimento ed elemento principale di analisi i sistemi di captazione e distribuzione delle acque – calde e fredde – disponibili localmente, utilizzando la bibliografia esistente, i documenti, ma soprattutto la cartografia storica e l’iconografia, e grazie a indagini sul campo, è stato possibile all’autrice indagare le fasi di costruzione e modifica del territorio, in funzione delle necessità e usanze delle società che lo hanno abitato, e quelle di distruzione e di abbandono che si sono alternate.  

Le preziose informazioni estrapolate hanno aiutato a tratteggiare quadri sincronici orizzontali, in momenti o periodi particolari, e a ricostruire le trasformazioni di Centumcellae-Civitavecchia e del suo porto, come del territorio circostante, nel corso del tempo.  
Allo studio delle carte geostoriche si accompagnano testi letterari di autori colti, interessati e intelligenti, come nel caso del settecentesco diario di viaggio di Jean-Baptiste Labat, e la loro combinazione riesce a dare un senso più pieno al racconto dei luoghi e dei paesaggi, come pure della cultura e degli usi e costumi delle comunità umane che li hanno vissuti e plasmati. 
Il volume è in vendita presso le librerie cittadine e su tutti gli store online.

Pubblicato sabato, 12 Dicembre 2020 @ 08:56:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA