Civitavecchia, al via il Marconi Day - Terzo Binario News
Tutto pronto per l’edizione 2018 dell’International Marconi Day che vedrà ancora una volta i soci della sezione ARI Alto Lazio impegnati a ricordare il padre fondatore della radio: Guglielmo Marconi. Presso il Forte Michelangelo di Civitavecchia i radioamatori si alterneranno alle postazioni radio, sarà l’occasione per diffondere nell’etere il ricordo di Marconi come verrà fatto, in contemporanea, in tutti gli altri siti storici italiani e nel mondo dove lo scienziato effettuò i suoi esperimenti. La locale sezione ARI ha anche stampato una speciale cartolina (QSL) commemorativa che sarà spedita a chi collegherà via radio la stazione. L’appuntamento è quindi fissato per sabato 21 dalle ore 8 presso il Forte Michelangelo. Potete trovare tutte le info qui www.csmi.altervista.org
 
Il Forte Michelangelo è una delle più imponenti architetture militari realizzate nel corso del ‘500 sulle coste del Lazio.E’ ubicato nel porto di Civitavecchia ed è uno dei monumenti più importanti della città.La fortezza fu iniziata nel 1508 e completata nel 1537 sotto il pontificato di Paolo III, con la direzione di Antonio da Sangallo il Giovane. Una tradizione locale priva di riscontri vorrebbe che il maschio, ossia il torrione principale della fortezza, sia stato progettato da Michelangelo Buonarroti, da cui il nome di Forte Michelangelo.Venne edificato su un vasto edificio romano di età imperiale.
Il forte, di imponenti dimensioni, ha la forma di un quadrilatero la cui pianta misura circa 100 x 120 metri con quattrotorrioni angolari da 21 metri di diametro e il maschio di forma ottagonale. Lo spessore delle mura è di 6 metri, 7 metri per il maschio. Su uno dei torrioni, quello di levante, è presente il simbolo appartenente allo stemma di papa Giulio II (che fece edificare questa fortezza, infatti prende anche il nome di fortezza Giulia).
Attorno alle muraglie, rivestite di travertino, scorreva il fossato, oggi non più esistente: le mure sono coronate da parapetti con aperture più o meno ampie a seconda dell’utilizzo: per gli archibugi o per i cannoni.I bastioni secondo i punti cardinali sono chiamati San Paolo a sud-est, San Pietro a sud-ovest, San Romolo a nord-oveste San Giulio a nord-est.Il forte ha visto sempre un suo impiego militare; dagli anni ’20 del secolo scorso è proprietà della Marina. I numerosi bombardamenti aerei del 1943 procurarono ingenti danni a Forte i quali distrussero anche la terrazza con vista sul porto (uno dei luoghi più cari a Guglielmo Marconi dove passeggiava insieme alla famiglia) che gli fu intitolata dopo la sua morte.
Nel dopoguerra venne ricostruito e divenne sede di alloggi e servizi per il personale della Capitaneria di Porto diCivitavecchia. Dal 2010 è anche sede del museo delle Capitanerie di Porto. Recentemente è stato effettuato un restyling al suo esterno con la creazione di spazi verdi con giardini e corsi d’acqua.

Gli esperimenti di Guglielmo Marconi a Forte Michelangelo
Marconi aveva in affitto la villa dei Principi Odescalchi realizzata nel 1886 su una scogliera a picco sul mare e circondata da grandi giardini. Proprio in questa villa il 20 luglio 1930 nacque la figlia Elettra. La cerimonia di battesimo fu celebrata nella villa dal Cardinale Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII, e con madrina La Regina d’Italia Elena di Savoia e padrino Alfonso Marconi.
Durante la sperimentazione delle microonde alla vicina Torre Chiaruccia, Marconi utilizzò le imponenti mura del Forte Michelangelo così vicine al mare per installare una stazione ricevente a microonde supereterotina con riflettoreparabolico per misurare le vaziazioni del segnale riflesso da oggetti distanti 10 km che entravano o uscivano dall’area di irradiazione del segnale trasmesso da Torre Chiaruccia.  Il porto di Civitavecchia purtroppo va ricordato anche per un incidente avvenuto allo yacht Elettra: nel pomeriggio del 12 agosto del 1930 un corto circuito agli impianti degli accomulatori sviluppò un incendio. Al fatto accorsero molti lavoratori del porto cercando di porre rimedio tra cui il Cav. Annibale Foschi che con il suorimorchiatore spinse l’Elettra sottobordo alla nave di linea Deffenu e con le manichette di quest’ultima fu scongiurato ogni pericolo.
Per la sezione ARI Alto Lazio
Pubblicato venerdì, 20 Aprile 2018 @ 14:38:08     © RIPRODUZIONE RISERVATA