Chi vince e chi perde nel centrodestra dopo la candidatura di Tedesco - Terzo Binario News

di Alessio Vallerga

La scelta dell’avvocato Ernesto Tedesco quale candidato del centrodestra unico ha sparigliato le carte nel momento in cui i pretendenti al “trono della coalizione” sembravano decisi e avviati alla campagna elettorale ovvero Massimiliano Grasso da una parte, con il circolo Almirante di Fratelli d’Italia, ed Enrico Zappacosta con il centrodestra praticamente al completo. E allora ecco chi vince e chi perde da questa sfida che porterà i moderati alla partita per palazzo del Pincio del 26 maggio.

Massimiliano Grasso: alla fine ha portato a casa meno del minimo sindacale quindi ha perso. Sceso in campo per primo a luglio 2017, non ha saputo fare i conti con la rivoluzione politica andata in scena il 4 marzo 2018. Stravolti i pesi dentro il centrodestra ha continuato dritto per la sua strada, non fermandosi nemmeno quando i pezzi più grossi della coalizione gli hanno detto addio. Dopo 5 anni di opposizione ha pensato di giocarsi il tutto per tutto per lo scranno da sindaco e invece ha ceduto solo quando a tutti è (forse) convenuto scegliere un candidato terzo.

Enrico Zappacosta: lui ha quasi vinto. Avrebbe fatto bingo se fosse riuscito a ricompattare il centrodestra candidandosi lui a sindaco. Gli è mancato “un soldo per fare una lira”, ossia il circolo Almirante che ostinatamente non ha voluto cedere su Grasso. Ci ha messo la faccia spendendosi in rima persona e facendo marcia indietro per il bene comune.

Ernesto Tedesco: ha vinto senza proferire parola, che di questo tempi vale doppio. su di lui la convergenza totale dei moderati che valgono ottime possibilità di arrivare almeno al ballottaggio. L’esperienza da vice sindaco lo aiuterà.

Mirko Mecozzi e il Polo Democratico: loro hanno stravinto. Partendo dal centrosinistra si sono insinuati nella coalizione opposta come un fiume carsico e tac! messo a segno il colpo. Loro infatti il suggerimento di Tedesco sul quale hanno detto (o dovuto dire) di sì. Chepeau.

Fratelli d’Italia: sconfitti e battuti. Hanno fatto i giapponesi convinti che la guerra fosse ancora in corso quando era finita da un bel pezzo. Al grido “o Grasso o morte” hanno preferito la tomba per non essere stati capaci di trovare una sintesi avendo tempo e modo. Peggio ancora il modo con cui hanno gestito la faccenda da Roma. Ora chi rimette insieme i circoli divisi?

Vitali e Cacciapuoti: il loro Aventino politico ha pagato? Al momento non si sa. Stavano per fondare una lista ma adesso ha senso? Forse la loro di forzatura è stata più necessaria che voluta ma fatto sta che si ritrovano con il cerino in mano mentre il partito è una fiamma accesa.

Alessandro Battilocchio: ha schivato con abilità i proiettili che lo volevano impallinare quando la crisi dei moderati ha raggiunto l’apice dell scontro fra Massimiliano Grasso e il resto del centrodestra. Battistoni è stato esplicito, lui vago e alla fine ha pagato questa scelta. Silenzio pubblico e mediazione in coalizione, la formula che premia l’agire del parlamentare azzurro.

La Lega: alla fine il nome del candidato sindaco è suo perché l’arrivo Tedesco, per quanto recente, è nella fila del Carroccio. Ma la figura prescelta era un’altra e dopo l’esposizione pubblica di Zappacosta il nome che egli elettori troveranno sulla scheda sarà quello dell’avvocato. L’elettorato, come nel caso di Vitali e Cacciapuoti, rischia di uscirne perplesso e confuso e di certo il partito dalla sua base non è stato capace di imporre la propria scelta nelle alte sfere romane.

Alla fine ha vinto la politica lontana da Civitavecchia.

Pubblicato venerdì, 15 Marzo 2019 @ 06:21:43     © RIPRODUZIONE RISERVATA