Cerveteri ricorda i Martiri delle Foibe, svelata una targa commemorativa • Terzo Binario News

Oggi la Cerimonia istituzionale organizzata dal Comune di Cerveteri e dal Comitato 10 Febbraio

Si è tenuta questa mattina in un clima di emozione e commozione la cerimonia istituzionale voluta dal Comune di Cerveteri e organizzata insieme al “Comitato 10 Febbraio” in memoria dei Martiri delle Foibe.

Presso l’area verde dell’omonima via il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti ha posizionato e svelato una targa in memoria di tutte le vittime delle Foibe.

Oltre al Sindaco è intervenuto il Cavaliere Paolo Giardini del “Comitato 10 Febbraio” e Pierpaolo Paoletti nipote di Luigi Avellino, nato a Civitavecchia nel 1903 che fu vittima delle Foibe nel periodo in cui prestava servizio in qualità di Maresciallo di pubblica sicurezza a Gorizia.

Al termine degli interventi, l’esecuzione del Silenzio, suonato dal trombettista Michael Supnick e l’ inno nazionale. A seguire è stata messa a dimora una pianta di camelia rossa.

Sono intervenuti numerosi consiglieri comunali, le forze dell’ordine del territorio la polizia locale e il gruppo comunale di protezione Civile

L’ INTERVENTO DEL SINDACO DI CERVETERI ELENA GUBETTI

“Saluto tutte le autorità civili e militari presenti qui oggi.

Un saluto particolare va, naturalmente, al cav Paolo Giardini, del Comitato 10 febbraio, che ringrazio per aver accettato il nostro invito ed essere qui con noi oggi per celebrare insieme questa giornata, e per aver accompagnato qui anche Pier Paolo Paoletti, nipote di Luigi Avellino infoibato alla fine del 1945.

La sua presenza e la sua testimonianza sono per noi davvero importanti e lo ringrazio per quello che fa per onorare la memoria di suo nonno e per tenere viva la memoria in tutti noi.

Oggi, 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, in memoria dei quasi ventimila italiani torturati, assassinati e gettati nelle foibe, infernali inghiottitoi naturali, dove vennero gettati migliaia di militari e civili italiani dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale, alcuni furono gettati ancora vivi, altri dopo essere stati torturati e fucilati.

In un clima di terrore, in migliaia divennero esuli per sfuggire alla repressione e alla persecuzione per l’unica colpa di essere italiani. Una condanna all’esilio per sopravvivere e per restare italiane e italiani.

Le foibe e l’esodo hanno rappresentato una vera tragedia, che non può e non deve essere dimenticata.

Io che sono andata a scuola negli anni ’80, ricordo che sul dramma delle Foibe, sul modo cruento in cui è stata tolta la vita a migliaia di italiani, sull’esilio e lo sradicamento che hanno subito altre centinaia di migliaia di nostri connazionali, nel libro di Storia c’era un piccolo trafiletto che diceva quasi niente.

Adesso che il ricordo di quegli eventi, grazie alle tante testimonianze dei sopravvissuti e ai documenti trovati ci consentono di fare memoria è un nostro preciso dovere essere qui oggi a rendere omaggio a tutte le vittime le cui vite sono state cancellate drammaticamente ed esprimere la nostra vicinanza a tutti i sopravvissuti e ai loro famigliari.

Non si possono cancellare pagine tragiche di storia, perché sarebbe oltre che un’offesa alle vittime, un enorme ed inestimabile danno per la coscienza collettiva della nostra nazione.

In questo momento, in cui guerre e persecuzioni, tentativi di cancellare popoli e nazioni, sono in corso, è necessario il ricordo, fare memoria della persecuzione e delle tragedie, deve produrre anticorpi, deve far risuonare chiaro dentro di noi l’imperativo che simili crudeltà nei confronti di qualsiasi popolo devono essere fermate, che ogni qualvolta viene negata la libertà, il rispetto dei diritti umani, la convivenza pacifica fra i popoli e le nazioni non possiamo restare indifferenti.

L’umanità non può permettere che tragedie del genere si ripetono, ma quando penso alle immagine delle donne ucraine che scappano con i bambini sotto i bombardamenti, o ai bambini sdraiti sul pavimento perchè non esistono più ospedali per essere curati non posso non pensare che abbiamo bisogno ancora di costrurire la pace.

Che queste tragiche esperienze del passato non ci hanno permesso di impedire che ancora oggi, vicino a noi, sorgano conflitti pieni di odio, dove ancora una volta c’è la volontà di cancellare popoli lasciando un altra volta migliaia di vittime, di esuli come conseguenze. Abbiamo bisogno di essere tutti costruttori di Pace.

In questo Giorno del Ricordo voglio rinnovare ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti, agli esuli e ai loro discendenti il senso forte della solidarietà e della fraternità di tutti gli italiani, alle migliaia di donne e uomini uccise e gettate nelle foibe perché colpevoli di essere italiani, va il mio doveroso omaggio.

A tutti noi che siamo qui chiedo di diffondere tra i più giovani la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, perchè la memoria di quanto accaduto nelle Foibe istriane è un preciso dovere verso le vittime, ma anche verso le generazioni presenti e future che devono conoscere la verità su simili tragedie certificate dalla storia, non possiamo cancellare il passato, dimenticando i fatti più tragici: riflettere sugli orrori del passato è il miglior modo per condannare di qualsiasi forma di persecuzione a danno della libera e civile convivenza”.

Oggi sveleremo una targa che è stata posta all’interno di questo Parco Cittadino che già porta il nome dei Martiri delle Foibe, ci tenevamo molto che fosse in un parco dove vengono ragazzi e bambini perchè spero che nel vedere questa targa e nel leggere l’iscrizione tante ragazze e ragazzi si incuriosiscano e vadano a scoprire questo pezzo di storia e facciano memoria di queste vittime, come è giusto che sia.

Grazie a tutti voi per aver voluto sottolineare, con la vostra presenza, l’importanza di questa giornata”.

Pubblicato sabato, 10 Febbraio 2024 @ 10:35:25     © RIPRODUZIONE RISERVATA