Caso Vannini: il datore di lavoro di Martina minaccia di prendere la pistola per ammazzare l'inviato de "Le Iene" - Terzo Binario News

“Me prendi la pistola così l’ammazzo”, “Te spacco la faccia”. Queste le parole pronunciate dal datore di lavoro di Martina Ciontoli contro l’inviato de Le Iene Giulio Golia nel mezzo di una strada pubblica.

Se di processo mediatico è accusata la stampa di certo è intollerabile il comportamento che hanno alcuni personaggi all’indirizzo dei giornalisti. E così dopo fatti tristemente noti come quello di Ostia, non molto diverso nella forma a quello accaduto a due nostri inviati in via Roma a Ladispoli, arriva l’ennesima minaccia alla stampa.

Nel servizio andato in onda Giulio Golia ha tentato di intervistare Martina e Federico Ciontoli. La prima si è dileguata nel traffico scappando in maniera pericolosa e superando semafori rossi a bordo di una macchina guidata da un ragazzo, il secondo in maniera sicuramente più cordiale non ha rilasciato dichiarazioni e con una mail ha confermato all’inviato di non voler dire nulla sul caso.

A sorprendere è invece l’atteggiamento di Viola Giorgini, la quale con una lettera inviata alla nostra redazione ripresa nel servizio de “Le Iene” aveva lamentato l’atteggiamento aggressivo della stampa. Ma la stessa, contattata da Giulio Golia ha risposto con un messaggio l’esatto contrario di quanto sostenuto: “Credo che un’intervista non sia il modo più adatto per far emergere la verità, visto che alimenterebbe la spettacolarizzazione verso la quale ho già detto ciò che penso. Inoltre c’è un processo in corso, quindi vi ringrazio per la disponibilità e spero possiate rispettare la mia scelta”.

Dal nostro punto di vista restiamo a disposizione senza tirare per la giacca a nessuno. Vedremo se il tema del processo mediatico e dell’aggressività è un fatto reale o un alibi. 

Vannini, i legali dei Ciontoli sul servizio de Le Iene: “Ennesima distorsione della verità processuale”

Pubblicato lunedì, 14 maggio 2018 @ 08:19:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA