Campo di Bracciano nel degrado: la denuncia del Cronista in Corsa - Terzo Binario News

“C’era una volta….Così iniziavano le fiabe e le favole che si ascoltavano dai nonni o dai genitori quando si era bambini…

Questa però non è una favola ma la realtà, anche se la cronaca inizia allo stesso modo…

campo bracciano covid

C’era una volta lo stadio comunale di Bracciano, quando da bambino, ricordo, grandi squadre di calcio nel periodo estivo venivano nella nostra cittadina per iniziare la propria preparazione atletica e disputare qualche incontro presso la bella e ben tenuta struttura sportiva. Un complesso allora includente un campo da calcio con pratino inglese perfettamente tenuto dai volenterosi anziani custodi, un potente impianto d’illuminazione notturna, una pista d’atletica a 6 corsie rossa fiammante, spalti ordinati per spettatori, in generale, strutture che costituivano oggetto d’invidia per i paesi vicini ed ambizione di poterle utilizzare per noi ragazzi abituati a giocare in strada o su campetti di terra improvvisati…

Anch’io, da adolescente vi ho giocato a calcio sia in tornei giovanili, sia con orgoglio, nella prima squadra con calciatori ben più grandi di me e sia durante le competizioni tipicamente estive, come quelle fra i Rioni cittadini, quando, per sfuggire alla calura estiva, si andava di sera allo stadio comunale. Ci si andava in gruppo, allora a piedi, sfidando il buio della Cupetta delle Cartiere per vedere ed incitare, anche in maniera colorita, gli amici o gli antagonisti che giocavano nelle squadre di calcio di turno, costituite da giocatori di tutte le età, sia da virtuosi del pallone, sia da più che dilettanti ma benintenzionati a colpire il pallone di cuoio o, in difetto, i polpacci dell’avversario. Erano eventi che univano e facevano parlare e discutere la sera sia ragazzi e sia i più grandi seduti ai tavolini dei bar del Viale Odescalchi una volta adibito allo “struscio” degli adulti e ritrovo della gioventù braccianese.

Nella pista di atletica, “nostalgici signori di altri tempi” indottrinavano adolescenti e ragazzi sulle varie discipline (corsa, salto in lungo ed in alto, lancio del peso e disco…) insegnando che lo sport non è solo divertimento ma soprattutto impegno e fatica: ingredienti indispensabili per ottenere risultati, senza però dimenticare il doveroso rispetto delle regole e degli avversari.

Ora che non sono più ragazzo e, che come si suole dire, giunto alla soglia della seconda giovinezza, mi dedico come amatore alla corsa, approfittando dei percorsi e delle strade di campagna e nei boschi di cui è ricco il nostro territorio.

campo bracciano

Ho recentemente saputo che lo Stadio Comunale Vergari, chiuso da più di 2 anni e mezzo per un adeguamento dell’impiantistica alle norme di sicurezza (non ancora affettuato… ma che ha comportato l’obbligatoria migrazione delle società sportive utenti -calcio ed atletica- verso altri paesi del circondario), era stato riaperto al pubblico per consentire lo svolgimento sia dell’attività motoria dei cittadini sia degli allenamenti di professionisti.

Mi sono pertanto recato a fine maggio allo stadio e sono rimasto a dir poco stupito.

Cancelli spalancati, nessun controllo ed un’ingiallita comunicazione del Comune di Bracciano affissa su di un’anta con le modalità di accesso ed uso delle “strutture sportive”…

“distanziamento minimo di 2 metri, svolgimento di attività motoria per atleti professionali, utilizzo delle strutture autorizzate per grandi e bambini, per persone non autosufficienti… “

Le condizioni delle strutture a colpo d’occhio, però, erano -e sono tuttora (settembre)- in condizioni di completo abbandono con erba secca e piante infestanti alte oltre un metro che hanno completamente invaso il campo di calcio, il cui aspetto ricorda quello di un terreno agricolo adibito a foraggio…

La pista di atletica è coperta a tratti da erba e rampicanti che ne hanno distrutto pericolosamente il sintetico in vari punti, alberi caduti e lasciati lungo una corsia,cespugli di rovi rigogliosi ai margini della pista, infrastrutture per salto in lungo distrutte, sporcizia dappertutto, attrezzi sportivi rotti abbandonati in vari punti delle strutture, altri attrezzi ancora integri allineati lungo l’erba, rete di recinzione lungo la strada Braccianese abbassata, spogliatoi degradati e vandali già da tempo entrati in azione…

Ho comunque voluto provare qualche giro in pista e, oltre a rendermi conto delle pessime condizioni del suolo che presenta buche ed importanti fessurazioni, ho scambiato qualche battuta con alcuni ragazzi che laconicamente hanno espresso la propria insoddisfazione della situazione ma, nel contempo, anche la propria rassegnazione nell’utilizzare una così indecorosa struttura, che è comunque “meglio di niente” per la nostra cittadina…

L’entrata, poi, di alcune persone una delle quali con il proprio cane al guinzaglio che non ha recepito le mie doverose rimostranze quando ha portato l’animale sulla pista (e lì ha fatto i propri bisognini…), ha fatto raggiungere il colmo sul degrado ed uso improprio della struttura, dalla quale con sconforto mi sono tristemente allontanato …

Una situazione, questa, che tutti possono ancora osservare e che non trova ragionevoli giustificazioni, -pur se si può parzialmente comprendere che per adeguare strutture servono ingenti finanziamenti e tempo per reperirli-, ma che fa sorgere leciti e semplici interrogativi…

Chi amministra la cosa pubblica non dovrebbe farlo con la diligenza del buon padre di famiglia per preservare e conservare il patrimonio cittadino per renderlo disponibile e fruibile a tutti nella giusta misura?

Perché è stato permesso di lasciare andare in malora le strutture dello Stadio Comunale, moltiplicando ora gli interventi e le conseguenti risorse necessarie per il suo completo o parziale ripristino?

Perché non è stato garantito quel minimo di controllo e manutenzione che avrebbe rallentato il degrado in cui attualmente versa? Ma soprattutto, perché riaprire le strutture sportive in tali inaccettabili condizioni generali e di totale mancanza di sicurezza ed incolumità? Possibile che non sia stato pensato che gli eventuali, ma non impossibili, infortuni degli utenti che sarebbero avvenuti o che avverranno in tale struttura, -aperta giorno e notte e senza alcun controllo-, potrebbero essere imputabili all’inerzia degli amministratori del Comune stesso?

Veramente si ritiene che sia meglio avere delle strutture così “invece che niente”?

Si rimane indignati da tali atteggiamenti di palese leggerezza ed insensibilità, che non possono essere colmati dalle promesse di un prossimo/imminente finanziamento per il ripristino delle strutture dello Stadio Comunale Vergari, i cui lavori sono ancora apparentemente lungi dall’iniziare…

Ma questa è un’altra storia …”

Cronista in corsa

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Pubblicato sabato, 12 Settembre 2020 @ 07:54:06     © RIPRODUZIONE RISERVATA