Allumiere, "parla" il somaro Macchia Nera: "Pronostici no, emozione tantissima" - Terzo Binario News

di Tiziana Cimaroli

Il Palio è ormai alle porte e si sente. In attesa che, domenica prossima, i diciotto somarelli delle Contrade Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e Santantonio si riversino nella piazza di Allumiere per disputarsi il cinquantaquattresimo “cencio”, l’atmosfera si fa sempre più calda.

Soprattutto per chi sarà impegnato in prima linea in questo faticoso duello all’ultimo raglio. L’anno scorso abbiamo provato a dar voce a Santiago, l’asino d’oro biancorosso. Quest’anno, invece, l’intervista impossibile vogliamo rivolgerla a Macchia Nera, Capitano della scuderia rossoblu e protagonista indiscusso della precedente edizione.
Basta pronunciarne il nome, per mandare in visibilio la Contrada del Mulino. Alcuni contradaioli hanno addirittura il suo musetto tatuato sulla pelle, tutti di sicuro sul cuore.

Che effetto fa essere così noti in collina?
<<Non posso negare di esserne felice, anche perché questa notorietà me la sono guadagnata sul campo, dopo anni di allenamenti quotidiani>>.
Una vitaccia, insomma.
<<No, non dico questo. Anzi, posso dire di essere fortunato ad avere alle spalle un team di tutto rispetto. Fino allo scorso anno ero “solo” il figlio di Valentino (il somaro storico che, nelle precedenti edizioni, ha regalato alla Polveriera un Palio vero e proprio e tante batterie, ndc). E, si sa, quando si è figli d’arte, si viene sempre visti con occhio critico. Però, conoscendomi meglio, i barbareschi Gino Piroli, Augusto Superchi, Paolo del Frate e Fabrizio Piroli hanno visto in me qualcosa di buono e alla fine, dopo sei anni di attesa, il presidente Aldo Braccini mi ha dato la possibilità di dimostrare sul campo il mio valore>>.
Una bella soddisfazione.
<<Per me e per il giovanissimo Massimiliano Virgili, che mi ha guidato magistralmente lungo un percorso apparentemente privo di ostacoli, ma con delle curve da capogiro. Ricordo che avevo l’adrenalina ai massimi livelli. Correvo la seconda batteria. Nella prima, Tredici aveva ottenuto un secondo posto e io avevo una grande responsabilità. Arrivai primo, ma la corsa venne annullata e così dovemmo rifarla. Arrivai primo di nuovo ed ero al settimo cielo, pensando a quanto mio padre sarebbe stato orgoglioso di me>>.
Cosa si prova a stare dietro le gabbie in attesa della mossa?
<<E’ una sensazione indescrivibile. Il cuore batte all’impazzata perché, mentre visto dall’esterno, può sembrare un evento finanche goliardico, su quei tre giri attorno alla Fontana convergono attese e aspettative di un anno e nessuno vorrebbe deludere la propria tifoseria. A modo nostro, siamo anche noi dei professionisti>>
Pronostici per questa nuova edizione?
<<Preferisco evitare. L’universo Palio è una macchina piuttosto complessa, fatta di tante combinazioni non sempre facili da comprendere, figuriamoci poi da prevedere>>.

Pubblicato venerdì, 17 agosto 2018 @ 14:07:20     © RIPRODUZIONE RISERVATA