Allumiere dedica una via al fantino Canapetta Trinetti - Terzo Binario News

di Cristiana Vallarino

Allumiere rende omaggio ad Antonio Trinetti, detto “Canapetta”, che vinse il Palio di Siena per ben tre volte, correndone ben 32, l’ultimo nel 1975. A conferma del legame che esiste tra la prestigiosa manifestazione e il suo “fratello minore” il Palio delle Contrade, corso con i somari e creato 55 anni fa dall’allora sindaco allumierasco Riccardo Rinaldi, gettando le basi per una tradizione che infiamma, ogni agosto, tutta la popolazione collinare. Esattamente come accade da secoli a Siena.

Il paese, dove Canapetta nacque del 1936 e morì a soli 56 anni, ospiterà infatti domenica 14 settembre una nutrita delegazione senese, guidata dal priore e dal capitano della Chiocciola Maurizio Tulliani e Alessandro Maggi, con un gruppo di contradaioli e dirigenti del rione di San Marco. I toscani parteciperanno, insieme al sindaco Antonio Pasquini, agli amministratori e alle autorità locali, dopo i saluti istituzionali nell’aula consigliare alle 11,alla cerimonia di intitolazione a Trinetti di una strada del paese (si trova sotto il cimitero), prevista alle ore 12.

Il fantino arrivò a Siena nel 1959 debuttando nell’Onda il cui Priore, Lelio Barbarulli, scelse per lui il soprannome di Canapetta. Nei primi anni di piazza, pur non avendo grosse possibilità di mettersi in mostra, riuscì a correre con grande continuità. L’appuntamento con la prima vittoria coincise con il connubio con la cavallina Beatrice con cui Canapetta conquisterà due delle sue tre vittorie. Approdato nel Drago vinse un Palio sofferto. La sua carriera è stata un’alternanza costante tra gloria e sfortuna, a cominciare dal luglio del 1963 quando la cecità di Elena gli procurò un serio infortunio nelle prove. Passò nella Chiocciola ad agosto del 1966. Canapetta, per la quarta volta con Beatrice, vinse un Palio epico, ricco di episodi storici e caratterizzato da un duello memorabile con Ciancone (di Manziana), nell’Onda su Sambrina. Il legame con la Chiocciola del capitano Mario Bruttini si fece solidissimo, nonostante un 1967 davvero opaco. La sorte rimise Selvaggia sulla strada di San Marco anche nel Palio successivo e ci volle una prova più che soddisfacente del debuttante Bagoga per convincere Canapetta a vestire per la seconda volta il giubbetto chiocciolino. Ne scaturì una vittoria limpida, contrastata da Canapino, nel Montone con Sambrina, il quale anche ad agosto fronteggiò Canapetta ostacolando in maniera decisiva. Il biennio 1968-69, alle esclusive dipendenze della Chiocciola, fu caratterizzato dalla sfortuna. Negli anni settanta andò incontro ad una serie incredibile di episodi negativi. Qualche anno fa la Chiocciola, in una cena in onore dei fantini vittoriosi per i propri colori, volle ricordare anche lo sfortunato Canapetta che, con sette presenze, è tuttora il fantino che ha corso di più per San Marco. In quell’occasione il fraterno amico Mario Lucarini, che seguì Canapetta da Tolfa a Siena fin dagli esordi, donò alla contrada il giubbetto della vittoria del 1966: un’inedita e stravagante chiocciola a due teste ricordo indelebile della giornata più bella del “biondo” di Allumiere.

Pubblicato sabato, 14 Settembre 2019 @ 08:43:23     © RIPRODUZIONE RISERVATA