L’etichetta del vino Igp, uno dei sei prodotti dall’azienda locale, riporta anche il logo del premio letterario
di Cristiana Vallarino
Una bella immagine sull’etichetta del Rosato Igp 2025, quella di una donna stilizzata e sotto i “riccioli” che sono il segno distintivo del premio “Femminile, Plurale”: è così che l’azienda vinicola Poggio al Mignone racconta il proprio sostegno (ribadito anche sul retro della bottiglia) all’evento che da otto anni porta Allumiere sulla scena letteraria italiana.
A firmare l’immagine l’artista Maria Grazia Di Pietrantonio, mentre il vino è uno di quelli prodotti dall’azienda portata avanti dalla famiglia Sgamma, da una quindicina di anni, in due ettari di vigna in zona Farnesiana, al confine allumierasco con Tarquinia, dove appunto c’è il ponte sul Mignone, che ha ispirato il nome.

“Abbiamo voluto seguire la strada avviata da mio nonno paterno, Remo – racconta Emanuela Sgamma, reduce da una lezione del corso da sommelier -.. Pur avendo altri lavori principali, sia io che i miei fratelli Emiiano e Chiara, insieme a mio padre Luigi, pensionato, e a mia madre, ci occupiamo dell’intea filiera: dalla raccolta al trattamento dell’uva fino all’imbottigliamenrto nella nostra cantina, curata da mamma Benilde. Ci definiamo “garagisti”, come chi fa il vino dietro casa. Non usiamo pesticidi e la nostra produzione è del tutto naturale”.
La produzione sono, oltre al rosato, due bianchi giovani e due rossi barricati di cui andare orgogliosi: Farnesco in barrique per 12 mesi e Alunite che riposa per 18. Tutti vini che si possono bere a “Il Ritrovino”, delizioso locale nel cuore antico di Allumiere. “Se ne occupa principalmente mia cognata Simona, moglie di mio fratello Emiliano – spiega Emanuela -. Ci è sembrato naturale dedicarci pure alla ristorazione, sempre proponendo cibi e piatti a km zero”.
Ed è proprio ai tavoli de “Il Ritrovino” frequentati spesso dalle componenti dell’associazione “Femminile, Plurale” che è nata l’idea della collaborazione. “Il rosato – spiega Emanuela – è un tipo di vino molto gradito alle donne e quindi l’abbinamento ci è sembrato calzasse. E’ bello per noi come azienda allumierasca pubblicizzare un evento così importante per il territorio. Uno scambio che, natualmente, vale per entrambi”.

Su Facebook, “Femminile, Plurale” ha evidenziato come il rosa che da quasi otto anni accopagna il Premio Letterario non sia un rosa qualunque. “E’ difficile persino definirlo con precisione.- ha scritto -, ed è forse proprio per questo che lo amiamo così tanto. Lo abbiamo scelto tra mille possibilità, e da allora è diventato il nostro “color premio”: il colore della gentilezza, della bellezza, della connessione e dell’empatia. Il colore che ci racconta meglio di qualsiasi parola.Grazie per aver trasformato il nostro colore in qualcosa che si può versare in un bicchiere, alzare e condividere”.
Il gruppo organizzatore del Premio (sotto una rappresentanza con la scrittrice Francesca Calamita) ci tiene poi a spiegare che “Questa collaborazione rappresenta molto più della nascita di un prodotto: è l’incontro tra realtà che condividono una stessa visione del territorio, fatta di relazioni, valorizzazione delle persone e crescita collettiva. Per noi è particolarmente significativo che un’azienda abbia scelto di riconoscersi nei valori di Femminile Plurale e di sostenerli attraverso un progetto concreto, capace di unire cultura, identità locale e partecipazione”.

“Il Rosato IGP 2025 non è soltanto un vino, ma il simbolo di una comunità che sa fare rete e trasformare le idee in opportunità – aggiunge -. Crediamo che il futuro del territorio passi proprio da questo: dalla capacità di creare alleanze autentiche tra associazioni, imprese e cittadini, mettendo al centro le persone e il bene comune. Ci auguriamo che questa sia solo la prima tappa di un percorso condiviso. Le sinergie più efficaci sono quelle che nascono dall’ascolto reciproco e dalla fiducia, e quando ciò accade possono generare valore culturale, sociale ed economico per tutti. Continueremo a lavorare perché esperienze come questa diventino sempre più numerose, contribuendo a costruire un territorio dinamico, inclusivo e capace di guardare al futuro senza perdere il legame con la propria identità”.
Del resto, l’accoppiata alcool di qualità-letteratura ha dato i natali al premio forse più importante in Italia, lo Strega che da decenni abbina al liquore i migliori nomi della narrativa del paese. L’auspicio è che accada lo stesso anche partendo da queste colline.

Sopra la cena che annualmente raduna molti della comunità allumierasca al Poggio del Mignone.
