Alla Melone la bellissima intervista di Fabio Fazio ad Andrea Camilleri - Terzo Binario News

“Insegnare a ragionare. Non è facile al giorno d’oggi, quando l’appeal degli slogan, soprattutto quelli che solleticano gli istinti più bassi, vengono diffusi alla velocità della luce tramite i social e nessuno vuole avere più il tempo di dedicare qualche istante in più a riflettere: è troppo più facile ripetere le cose false, ma che ci fanno credere di essere superiori.
Alla “Melone” si rema contro. Come piccolo esempio, qualche giorno fa i ragazzi della 2I hanno ascoltato in classe la bellissima intervista di Fabio Fazio ad Andrea Camilleri del 28 ottobre scorso. I ragazzi hanno ascoltato, hanno riflettuto ed hanno scritto una relazione contenente i loro pensieri che pensiamo sia giusto far conoscere.

Qualche giorno fa abbiamo visto in classe, col professor Nobile, l’intervista fatta dal conduttore televisivo Fabio Fazio allo scrittore Andrea Camilleri, divenuto famoso in tutto il mondo per aver scritto i gialli che raccontano del commissario Montalbano.
Il dialogo è durato venti minuti, ma in quel poco tempo il narratore ha parlato di molte, moltissime cose, di argomenti molto importanti su cui abbiamo riflettuto profondamente, come dovrebbero fare tutti.
Lo spunto è stato il racconto di uno spettacolo svolto lo scorso 11 giugno al teatro greco di Siracusa dal titolo “Conversazione su Tiresia”, in cui lo stesso Camilleri aveva portato sulle scene un monologo da lui composto. In esso, il romanziere siciliano si paragona proprio a Tiresia, anzi lo impersona. Ma chi è Tiresia? È un personaggio della mitologia greca che aveva ricevuto, in dono da Zeus, la capacità di prevedere il futuro e la possibilità di vivere sette vite; senza sapere però quando queste sarebbero state vissute, quindi, in un certo senso, il personaggio è eterno. Camilleri si è immedesimato con Tiresia perché, come quest’ultimo, anch’egli ora è cieco e come Tiresia “da quando non ci vede più, vede le cose assai più chiaramente”, ha affermato.
Camilleri ha poi spiegato che esiste una grande differenza tra “guardare” e “vedere”. Molte persone si fermano al solo atto del guardare, ossia si fermano all’apparenza, ma non vedono. Questa frase sembra semplice, ma il suo significato molto profondo ci ha colpiti. Quante volte abbiamo guardato senza vedere, cioè senza comprendere! Vedere significa, infatti, impegnare non solo gli occhi, ma tutto noi stessi. Ad esempio, non basta guardare un quadro di un grande pittore. Bisogna vederlo, cioè bisogna “entrarci dentro”, comprendere cosa abbia voluto dirci con i suoi tratti i suoi colori. Senza lo studio che ci aiuta a conoscere, spesso non vediamo nulla, ci limitiamo ad osservare.
Legato a questo tema è anche la contemporaneità in cui, grazie a internet e alle webcam, si può guardare tutto il mondo, ma troppe immagini veloci rendono il tutto confuso, non si ha la possibilità di decifrare tutti i segni del presente. Lo scrittore ha chiarito che questo è inevitabile perché il nostro sguardo è limitato e se si guarda tutto il mondo, il mondo non lo si vede più: vedere tutto significa non vedere niente, c’è solo una gran confusione. Come si può comprendere ciò che dice una persona, se insieme a lui parlano in 100 contemporaneamente?
“Noi siamo ciò che sentiamo e ciò che diciamo”, affermava nel monologo il grande letterato, dobbiamo essere consapevoli di noi stessi e di ciò che enunciamo, dando importanza alle parole che escono fuori dalle nostre labbra.
Sfortunatamente, questa cosa si sta perdendo molto, stiamo abbandonando la misura, il peso ed il significato delle parole, di vocaboli che, se usati scorrettamente e senza pensare, possono seminare illusioni, delusioni, tristezza e malinconia; perciò, prima di parlare, è meglio pensare a quel che dobbiamo dire. Le parole sono semi, le parole sono sassi e si possono trasformare in pallottole.
Successivamente Fazio, dopo aver menzionato l’opera di Primo Levi “La chiave a stella”, in cui un capitolo è proprio dedicato Tiresia, ha mostrato un video in cui la sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, la senatrice a vita Liliana Segre, parla dell’indifferenza, sua peggior nemica, che è a un passo dal fascismo. Camilleri, come Liliana Segre, è contro il razzismo, l’antisemitismo, l’intolleranza e l’istigazione all’odio e alla violenza. Ha sostenuto che le parole della senatrice dovrebbero essere scritte all’entrata di ogni scuola, perché il futuro è in mano a noi ragazzi, è in mano ai giovani e alle generazioni future, che hanno il compito di cambiare il mondo di oggi, soprattutto in questo periodo, in cui l’odio si sente palpabile e presente intorno a noi. Bisogna far cessare il vento dell’odio presente nell’aria, ha affermato con veemenza, e si è chiesto: “ma perché, ma perché, ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me stesso allo specchio!”.
Camilleri ha concluso affermando che “stiamo educando la gioventù all’odio perché abbiamo perso i valori della vita” ed ha citato la recente notizia di cronaca del pazzo che, entrando in una sinagoga a Pittsburgh, negli Stati Uniti, al grido di “Ebrei dovete morire!”, ha sparato uccidendo 11 persone. Si è retoricamente chiesto come sia possibile abbassarsi a questi livelli: “Peggio degli animali! Che hanno la fortuna di non parlare” è una fortuna esser ciechi in questo periodo e non vedere “tante facce ributtanti che pronunciano certe parole”.
Lo scrittore conclude, però, dichiarando di non voler morire “male”, cioè con “l’umor nero del tramonto”, non vuole morire col pessimismo, ma con la speranza che i suoi figli, i suoi nipoti e pronipoti vivano in un mondo di pace, perché il futuro è solo “loro”, è solo nostro, ce l’abbiamo nelle mani, basta accorgersene.
Quest’intervista a tratti poetica è stata molto commovente; crediamo sia un buon esempio per noi e per tutti e le sue parole sono state di aiuto e di riferimento. Parole su cui riflettere, attentamente, da riascoltare più volte, per farle entrare bene in testa e sperare in un futuro migliore”.

Classe 2I tempo prolungato

Pubblicato venerdì, 16 Novembre 2018 @ 08:13:32     © RIPRODUZIONE RISERVATA