Alberto Sordi ‘principe’ di Trastevere, imperioso vocione di Roma - Terzo Binario News

La sua città e tutto il mondo del cinema ricordano un personaggio nobile per designazione del popolo. Per celebrarlo basterebbe un giro a piedi tra vicoli e ruderi di una Capitale che fatica a rialzarsi

di Stefano Marzetti

Allo Stato Civile del Comune di Roma risulta che “nell’anno 1920 il giorno 15 del mese di giugno, alle ore 7 e minuti 25, nella casa posta in Roma Via S. Cosimato al n. 17, è nato il bimbo di sesso maschile Sordi Alberto, figlio di Pietro (concertista di tuba al Teatro Costanzi, ndr) e di Righetti Maria (insegnante di scuola elementare, ndr). Testimoni all’atto, ricevuto il 19.6.1920 dall’ufficiale dello stato civile Collerò Domenico furono i Sigg. Rinaldi Giovanni e Di Dola Giuseppe residenti in Roma. Denunciante il Sig. Sordi Pietro”.

Perché cominciare con un atto anagrafico? Perché è emozionante. E anche perché iniziare a scrivere di Alberto Sordi oggi, a cento anni esatti dalla sua nascita, significa correre il rischio di replicare il già detto e di banalizzare la moltitudine di aneddoti e luoghi comuni che riguardano la sua lunghissima carriera nel mondo del cinema e dello spettacolo in generale (e di questo parliamo in un altro nostro articolo). Così, fermandosi un istante a occhi chiusi di fronte al monitor, quel che arriva prima d’ogni altro suono o immagine, è quel suo vocione imperioso, da basso naturale – come dice chi capisce di musica, e la musica fu importantissima nella vita di Sordi, così come la radio – che potrebbe essere adottato come vocione e risata di una Roma che non c’è più. Il timbro di un principe, un nobile che può permettersi di affacciarsi da un palazzo e dire al popolo, “io so’ io e voi nun siete un… ” , senza scatenare una sommossa, bensì solo una fragorosa ilarità.

Nobile, Alberto Sordi, di certo per designazione popolare di una cittadinanza romana – ma anche nazionale e internazionale, visto che i critici Usa lo magnificano come esempio d’arte recitativa – cui la sua città, per fortuna, si è ricordata negli anni di attribuire i dovuti riconoscimenti. Come l’ottocentesca Galleria ‘Sordi’ di fronte a Piazza Colonna. Sordi è ricordato anche a Piazza del Popolo, dove si trova la targa che ricorda il patibolo di due carbonari condannati a morte, la cui storia è raccontata nel film del 1969 Nell’anno del Signore, in cui il Nostro è il frate che ascoltò la confessione dei due rivoluzionari clandestini. E ancora l’edicola che nel film ll conte Max del 1957 era gestita dal giornalaio interpretato da Sordi, frequentata dal conte cui dava il volto Vittorio De Sica. E ancora il Portico d’Ottavia, nel ghetto ebraico, dove furono girate scene di Un americano a Roma e del Il Marchese del Grillo (nel Marchese sono ripresi anche il Teatro Marcello, la Bocca della Verità e la casa dei Cavalieri di Rodi, nei pressi dei Fori Imperiali). Senza dimenticare la targa commemorativa posta in via di San Cosimato 12, a Trastevere, a due passi da una casa che non c’è più.

Quale potrebbe essere, oggi, il modo migliore per omaggiare e ricordare colui che è anche soprannominato l’Albertone nazionale? Ci ha azzeccato, a nostro avviso, l’attore romano Edoardo Pesce – protagonista del film biografico Permettete? Alberto Sordi (disponibile in streaming gratuito su Rai Play): “Come ricordare Sordi? – ha risposto l’interprete in una recente intervista – Andatevi a fare una passeggiata per Roma, a piedi. Andate a Trastevere, a San Cosimato, sotto la casa in cui nacque. Passeggiate per il centro di Roma. Andate a via dell’Amba Aradam, di fronte alle Terme di Caracalla, dove si trova la sua casa-museo”.

Insomma oggi, chi può, faccia un giro per Roma, a piedi, in silenzio e alzi gli occhi verso le meraviglie di una città sempre commovente ma che fatica a ritrovarsi. Forse, tra i vicoli e i ruderi, riuscirà di nuovo a sentire il vocione imperioso di Alberto Sordi, voce e risata di Roma.

Pubblicato lunedì, 15 Giugno 2020 @ 12:25:27     © RIPRODUZIONE RISERVATA