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Scuola, Agresti: “I genitori hanno abdicato dal loro ruolo di educatori”

Molto spesso vediamo il dirigente scolastico della “Melone”, reggente anche della “Ladispoli 1”, andare dai Carabinieri, cosa nasconde questa situazione? In realtà, poiché le due Scuole da sole coprono oltre il 60% della popolazione scolastica del primo ciclo di Ladispoli, statisticamente è normale questa “frequentazione” della locale Caserma dei Carabinieri, senza contare il rigore e l’attenzione con cui sono gestite le due Scuole.

Solo per fare alcuni esempi, la “Melone” non si è limitata a sospendere due ragazzi colti a fumare nei bagni, ma i genitori sono stati anche costretti a pagare due multe salate, come prevede la Legge. Vari genitori sono stati denunciati chi per maltrattamenti (i docenti hanno segnalato studenti con lividi o tagli), chi per abbandono di minore (bambini “dimenticati” a Scuola con genitori irraggiungibili) e chi per offesa a pubblico ufficiale (i docenti sono in effetti dei pubblici ufficiali) ed ultimamente oltre 30 ragazzi sono stati sospesi per avere postato sui social alcuni video girati di nascosto in classe o per avere postato frasi offensive verso i docenti.

Occorre dire che verrebbe da pensare di essere di fronte a Scuole lager, invece la mattina vediamo entrare bambini e ragazzi felici di andare a Scuola ed all’uscita ancora sorrisi e saluti festosi ed entrando si respira un’aria di serenità e amicizia, quasi festosa (vuoi anche per le numerosissime iniziative, la continua presenza di ospiti, anche stranieri, i corsi pomeridiani eccetera), segno evidente che la maggioranza degli studenti si sente protetta da abusi e bullismo, apprezza la coerenza e impara la convivenza con gli altri. “I ragazzi fanno il loro mestiere, come sempre hanno fatto tutti gli adolescenti” riferisce il prof. Riccardo Agresti, dirigente delle due Scuole, “invece ultimamente sono gli adulti a non svolgere più il loro compito: hanno abdicato dal loro ruolo di educatori, non riescono ad insegnare ai loro figli il rispetto e non accettano che la Scuola faccia rispettare le regole della civile convivenza; basti osservare il comportamento dei bambini al ristorante o in spiaggia o anche semplicemente durante le recite dei loro fratelli e sorelle. Sono sempre pronti a difendere a spada tratta i propri pargoli, per nascondere le proprie mancanze, per chiedere scusa ai propri figli per le ore che non dedicano più loro e l’amore che non hanno più il tempo di offrire perché impegnati nel lavoro o a chattare.”.
“La Scuola non deve arrendersi e deve mantenere chiari i limiti della libertà individuale che si ferma davanti a quella altrui.” Prosegue il dirigente. “Ma, in una società dove il rispetto del prossimo è irriso anche da alcuni dei nostri rappresentanti politici, è molto difficile remare nella direzione della legalità e del rispetto dell’altrui persona (da qualsiasi parte della Terra provenga). La Scuola si trova sotto il tiro incrociato di genitori che sono più deboli dei propri figli e di politicanti che racimolano voti a poco prezzo sparando demagogie da bar dello sport. Per fortuna la maggioranza dei ragazzi mostra una intelligenza superiore a quella di tanti adulti e questo ci fa ben sperare per il futuro e amare in nostro lavoro.”

19 maggio 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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  • VELIA

    Questo per me non sta bene. Ma vi ricordate i corsi di romeno? i bambini di 4 anni sospesi per 15 giorni? A me fa paura, la maggior parte dei genitori con cui si chiacchiera mentre aspettiamo l’uscita dei ragazzi ne hanno piene le tasche di questo folle e vorrebbero scrivere al ministero per farlo allontanare. La scuola è pubblica, è nostra che paghiamo le tasse e il suo stipendio, è del comune che ci mette le strutture, lui è li solo perché ci sono le famiglie che iscrivono i figli alla scuola, non gli è chiaro che non è il ‘grande dittatore’ di chaplin.

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