Rilievi di Montebello: il comitato replica ad alcune dichiarazioni del Sindaco - Terzo Binario News

Riceviamo e pubblichiamo dal comitato Montebello la replica inviata al sindaco Armando Tondinelli –
Signor Sindaco, il Comitato Villaggio Montebello la ringrazia per la sua nota su Terzo Binario (8 ottobre), in cui accenna alla nostra lottizzazione. Consenta, peraltro, un paio di cortesi rilievi.

Ignoreremo, di quella nota, le polemiche politiche con Claudio Gentili, estranee ad un’Associazione apartitica come la nostra. Rileveremo soltanto che ogni giorno appaiono sulla stampa diatribe su di un unico affaire (la Lobbra), rilevante ma non esaustivo, mentre la Bracciano Ambiente è fallita, il Comune quasi, il Lago è in agonia, le aziende chiudono, i Giovani non han futuro, cresce l’indigenza. Che bello se tutt’insieme, Maggioranza e Minoranza, chiedessero a chi ci governa lo stato di calamità e picchettassero, fascia tricolore in testa, la sede di quell’Acea, che ci sottrae l’acqua e ci aggrava la bolletta!… Ma il nostro, forse, è un sogno di mezzo autunno.

Ecco adesso, signor Sindaco, i nostri preannunciati rilievi sui suoi flash e sul contesto in cui li inserisce. In primis lei parla della “nomina di un Legale diverso da quelli che fin ad oggi hanno rilasciato pareri e consulenze”; ciò “potrebbe far emergere altri abusi, ancora nascosti”. In secundis lei accenna ad un “piano di lottizzazione Montebello e molti altri, oggetto di contenziosi gravosi”. Per il contesto in cui risolvere i problemi urbanistici, in genere (ma chissà se anche per Montebello) lei sembrerebbe privilegiare una “procedura concordata”, ossia “un accordo Privato-Comune ex art. 11, legge 241/80, che ha come presupposto imprescindibile l’interesse pubblico”.

Primo punto. A nostra memoria, in due soli casi un Legale ha rilasciato pareri per le nostre vicende. E ciò su richiesta: a) – di una Giunta (2003), con lei assessore; b) – d’una Giunta (luglio 2016) da lei presieduta: la Capo-area del ramo, infatti, voleva sapere, (incredibile!), se il Comune debba costituirsi al Tar contro alcuni Abusivi recalcitranti; nelle more, l’Amministrazione assente soccomberà alle udienze sulla sospensiva. Noi allora le scrivemmo inutilmente d’un danno erariale probabile. Perché la Commissione consiliare d’inchiesta sulla Burocrazia non indaga anche su tale circostanza? Per l’ipotesi, poi, da lei ventilata, che un “nuovo Legale” possa far emergere ulteriori abusi, ci chiediamo sgomenti che cosa il Palazzo, in 30 anni, possa aver fatto d’ancora più osceno, rispetto a quel ch’è noto, per agevolare l’ex-Lottizzatore con indebite regalie. Che un Imprenditore provi a massimizzare i profitti è ovvio e rientra nelle regole del gioco. Ma che un Comune “l’accontenti”, danneggiando la Collettività, prima che illegale è indegno. Se lei sa qualcosa, parli.

Per quel che ci riguarda, peraltro, il Comune negli ultimi anni s’è limitato puramente e semplicemente a nominare i Legali, per resistere in giudizio alle inaccettabili pretese dell’ex-Lottizzatore. Il quale, tra l’altro, si rifiuta: a) – di restituire al Comune le aree pubbliche; b) – di pagare le fidejussioni “a prima richiesta” (1,1 milioni di euro), con cui completare le urbanizzazioni da lui lasciate nel guado; c) – di ripristinare lo stato dei luoghi nelle opere abusive accertate.

Secondo punto: “contenziosi gravosi”. A Montebello, è vero, ce ne sono alcuni, e li abbiamo citati. Ma ciò accade perché il Comune non ha mai bloccato, fin dai primi vagiti, quando aveva validi strumenti di pressione, le inaccettabili pretese dell’ex Lottizzatore. Il Comune s’è anzi calate di continuo le braghe, danneggiando l’erario e rendendo inevitabile l’attuale contenzioso. Qualche esempio. All’ex-Lottizzatore non ha mai bloccato i lavori, in mancanza delle urbanizzazioni; non ha mai negato fior di licenze, con la Convenzione scaduta, senza chiedergli almeno gli oneri della Bucalossi; non ha mai abbattuto le opere abusive, né ha mai bloccato, appena avutane conoscenza, la vendita di aree e strade pubbliche (persin le strade!), tipo Totò nella gag sulla Fontana di Trevi; non ha mai abbattuto il ristorante, che frattanto sorgeva su quell’area pubblica, con una bizzarra licenza; e non l’ha abbattuto neanche quando i suoi Uffici accertavano che il manufatto occupa una superficie pressoché doppia rispetto alla pur discutibile licenza. Non ritiene, signor Sindaco, che sia ormai tempo che il Comune drizzi la schiena, tutelando la propria dignità, insieme alla legalità e agli interessi dell’erario? Conoscendo la sua dirittura, noi siamo certi che ella non sia disponibile agli ambigui inciuci. Ma dovrà dimostrarcelo con iniziative concrete.

Accordo Privato-Comune ex art. 11. Esso è realizzabile altrove, non da noi. Che accordo si può stipulare col nostro Privato, che, secondo gli atti del Comune, è recidivo nelle sue vistose inadempienze contrattuali e nei suoi abusivismi? Egli, ripetiamo, ha persino venduto quel ch’è pubblico, imitando Totò! Ma davvero gli si vogliono fare nuove e illecite regalie? In premio di che?

La via da intraprendere è dunque una sola. Attendere serenamente l’esito soprattutto di due cause, con un impegno serio per vincerle: a) – al Consiglio di Stato, ormai allo sprint finale, per l’acquisizione definitiva delle aree pubbliche; b) – al Tribunale di Civitavecchia (udienza conclusiva il 19 luglio p. v.), per le citate fidejussioni a “prima richiesta” da 1,1 milioni di euro, con cui completare le urbanizzazioni. Ogni altra via è illegale; e cozza contro gli interessi dell’erario.

Sappiamo, signor Sindaco, che lei affiderà il nostro faldone ad un Consulente di grande dottrina, integrità, carisma, l’ex procuratore-capo di Grosseto dr. Francesco Verusio. Saremo onoratissimi e felicissimi di confrontarci con lui, certi del nostro buon diritto e della nostra buona causa.

Ringraziandola per l’attenzione, s’abbia rispettosi saluti.

Pubblicato giovedì, 12 ottobre 2017 @ 16:02:25     © RIPRODUZIONE RISERVATA