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Povertà, basta accuse reciproche: M5S, centrosinistra e centrodestra riattivino la struttura dell’ex alberghiero

Le forze politiche escano dal rimpallo reciproco di accuse e dimostrino maggiore maturità

di Francesco Scialacqua

Al di là delle tante chiacchiere e delle strampalate idee di snaturare spazi della città come rifugio per i poveri, la politica, se vuole dimostrare la sua serietà, faccia qualcosa di bipartisan e concreto per far fronte al fenomeno della povertà.

L’occasione c’è e potrebbe anche uscire dal quadro delle beghe locali, dove in campagna elettorale è difficile prendere per seri annunci che non troverebbero compimento prima delle prossime elezioni, facili promesse che potrebbero rappresentare l’occasione per strappare un drappello di consenso.

Per questo sia un organo superiore a quello del Comune di Ladispoli a dare una risposta concreta al fenomeno della povertà estrema, riattivando una struttura di proprietà della Città Metropolitana come l’ex Alberghiero, destinandolo a chi non ha un tetto nel comprensorio di quasi 100.000 abitanti di Ladispoli e Cerveteri.

Un progetto che potrebbe trovare una convergenza anche alla luce dell’imponente rappresentanza del litorale nel consiglio della Città Metropolitana guidata dal M5S. Oltre al consigliere Manunta di Civitavecchia, riferimento anche per il territorio di Ladispoli, vi sono altri due consiglieri di centrosinistra, Ascani e Pascucci. Non mancherebbe quindi la possibilità di una convergenza verso un cambio di destinazione della struttura oggi abbandonata, elemento di degrado, e messa a copertura dell’acquisto scellerato di sedi romane dell’ente. Un edificio che sta costando nonostante il suo non utilizzo.

Un’operazione che non darebbe una risposta immediata, ma che potrebbe rappresentare nel medio termine una soluzione addirittura in grado di dare qualche posto di lavoro, considerando che, come si trovano fondi per i progetti SPRAR per l’accoglienza dei migranti, si potrebbe destinare qualche risorsa anche per la povertà locale.

Una soluzione questa che metterebbe intorno ad un tavolo le forze politiche di tutti i colori, dando l’occasione di dimostrare veramente se la dialettica politica può portare concreti risultati o deve restare una partita di scacchi infinita. Un modo per uscire dal rimpallo quotidiano di accuse ed ostentazione a ridosso di una campagna elettorale che si preannuncia accesissima.

9 gennaio 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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