24082017Headline:

Partito Democratico, ora è tempo di coalizioni

Le primarie di ieri a Ladispoli e Cerveteri hanno decretato il candidato sindaco, ma ci sono ancora diversi nodi da sciogliere prima di arrivare alle elezioni.

In entrambi i comuni infatti il Pd appare debole o quantomeno non autosufficiente per vincere le amministrative e quindi si dovrà aprire necessariamente una fase di confronto.

A Ladispoli non è chiaro dove sia finita la coalizione larga che si era prospettata ad inizio anno. Sembrava che il Pd dovesse diventare il gestore di primarie che abbracciassero dalla sinistra fino a lambire il centrodestra. Per come sono finite le cose però, al di là delle definizioni, è difficile dire con certezza che si sia trattato di vere primarie di coalizione. Restano infatti molti dubbi da risolvere primo fra tutti se la sinistra ha già deciso di correre in completa autonomia con un candidato indipendente. Occhi puntati quindi al polo progressista che potrebbe annunciare da qui a pochi giorni un proprio candidato. Nel frattempo l’IDV ha già deciso di andare da sola con Gianni Crimaldi candidato sindaco, mentre in area di maggioranza sembrano ormai lontane alleanze con Ladispoli 2.0 di Ruscito e Cagiola. Il compito quindi di ricucire un quadro così frammentato spetta ora a Marco Pierini, candidato che nella fase pre-primarie ha dimostrato di raccogliere un consenso molto ampio in termini di aree politiche. Su di lui si era espressa favorevolmente anche Forza Italia oltre al gruppo politico facente capo a Franco Fantozzi.

Ben diversa la questione a Cerveteri anche se il minimo comun denominatore tra i due comuni restano le divisioni interne.

Nella cittadina etrusca ieri si è consumata l’ennesima puntata della faida interna all’interno del Pd, con un risultato che difficilmente può essere smentito: le primarie sono state un vero e proprio flop. La maggioranza che fa capo a Falconi ed il candidato sindaco Juri Marini hanno puntato il dito contro l’area di Alessandro Gnazi, che avrebbe fatto mancare l’apporto dei suoi elettori. Un’accusa che seppur fondata nei numeri non trova alcuna giustificazione politica. Il compito di tenere unito il partito tocca proprio a Falconi e di segnali di apertura in questo primo mese di segreteria non ci sono stati facendo irrigidire ancora di più le posizioni. E se il PD a Cerveteri punta a vincere le elezioni deve iniziare a pensare che non può farlo senza quella fetta di elettorato. Battere il ferro sul solo punto che Gnazi sarebbe pronto ad appoggiare Pascucci non ha sortito alcun risultato ed i numeri lo dimostrano ampiamente. Juri Marini sostenuto da Unidem ha preso infatti 100 voti in meno rispetto ai voti presi da Falconi al congresso, mentre Franco Borgna dimostra di essere il detentore di gran parte dell’elettorato che si è aggiunto nelle ultime settimane. Dei 203 iscritti all’albo degli elettori tra febbraio e marzo gran parte dei voti sono andati proprio a Borgna, mentre l’area Unidem mostra un forte ridimensionamento. Ma al di là dei conti matematici è evidente che il Pd con solo 508 elettori alle primarie dimostra di non avere alcuna possibilità di ambire da solo ad un posto al ballottaggio. Un segnale di debolezza che pone il Pd in difficoltà su un eventuale tavolo delle alleanze. I democratici rischiano di non essere più il fulcro di una eventuale grande coalizione contro Pascucci, bensì una componente da aggregare ad altre forze politiche in un contesto in cui il centrosinistra è già esautorato da Pascucci e quindi le uniche forze contattabili vanno ricercate a destra.

Senza l’apporto dell’area Gnazi e di eventuali aspiranti democratici provenienti dalla maggioranza di Pascucci il Pd passa da 836 elettori al congresso a 508 elettori alle primarie, nonostante quest’ultime avrebbero avuto una platea ben più ampia di quella degli iscritti. Un dato che di certo farà riflettere anche i vertici romani del partito.

C’è poi una questione politica della quale poco si parla a Cerveteri e riguarderebbe il ruolo ricoperto da Pascucci al di fuori delle mura della città. Alla luce dei numeri dimostrati ieri con le primarie che senso ha continuare a dichiarare guerra ad un consigliere metropolitano voluto dal Pd provinciale tra i candidati di centrosinistra?

20 marzo 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta l'articolo

Aggiungi TerzoBinario nei tuoi social network.

loading...