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Da oggi la chiusura dei nasoni di Roma per salvare il lago di Bracciano

Partirà da oggi la chiusura dei nasoni di Roma per salvare il lago di Bracciano. Una decisione presa su ‘suggerimento’ del ministro Galletti ma che ha fatto insorgere la Corce Rossa. Col caldo torrido di questi giorni, infatti, per i volontari, cittadini e turisti hanno bisogno di doversi rinfrescare, bere molta acqua e la chiusura dei nasoni potrebbe causare “un rischio per le persone”, soprattutto hanno sottolineato dalla CRI “per le persone senza fissa dimora”.

La Croce Rossa Itailana, dunque, va contro la decisione della sindaca Virgina Raggi e chiede che “vengano riconsiderate altre forme di intervento”. Allo stesso tempo però hanno annunciato che per ‘limitare i danni’ “aumenteranno le uscite notturne e le forniture di acqua per chi vive in strada”. Una soluzione tampone per la CRI ma che “non può essere una soluzione”.

Il piano messo a punto da Acea riguarderà 30 nasoni e andrà avanti fino a quando sarà necessario. A cadenza di ogni 2 o 3 giorni saranno effettuati dei controlli per verificare gli effetti sul lago della chiusura delle storiche fontanelle romane. Esclusi dalla chiusura saranno “tutte le fontanelle pubbliche usate dalla Asl e da Acea per i campionamenti necessari al controllo della potabilità dell’acqua erogata – ha spiegato in una lettera al sindaco Raggi, il presidente di Acea, Paolo Sacconi – e altre fontanelle in numero compatibile con l’obiettivo di una drastica riduzione delle portate erogate, che l’amministrazione comunale vorrà eventualmente segnalarci”. 

E a essere contrario della chiusura dei nasoni è anche il presidente di Ecoitaliasolidale, Piergiorgio Benvenuti che proprio una settimana fa ha iniziato uno sciopero della sete simbolico per salvare il lago di Bracciano che proseguirà a staffetta tra i membri dell’associazione. Per Benvenuti “fa riflettere che l’amministrazione abbia attivato provvedimenti straordinari, come la chiusura, anche temporanea, dei cosiddetti nasoni, una scelta – ha spiegato – che potrebbe rivelarsi inconsistente, se non addirittura controproducente per l’ambiente”. Non solo: chiudere i nasoni di Roma, per il presidente di Ecoitaliasolidale, causerà “un danno di immagine per le fontanelle storiche di Roma famose nel mondo che rappresentano – ha detto – solo l’1% dell’acqua distribuita in città. Inoltre – ha aggiunto Benvenuti – sono utili per mantenere le fogne pulite, e 350 di loro destinano l’acqua dispersa per innaffiare il verde pubblico”. Per Benvenuti il vero problema, insomma, non sono i nasoni di Roma, ma la dispersione idrica che a Roma tocca picchi anche del 45%. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, anche lui contrario alla decisione presa ha invece annunciato che della vicenda interesserà la Procura con un esposto contro il Comune per “interruzione di pubblico servizio”

 

3 luglio 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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  • Orazio Serafino

    Esistono da sempre i rubinetti a pulsante, quando lasci si chiiudono da
    soli. Certo non sono adatti ai bambini, però non ci sarebbero più scuse
    per dare la colpa della mancanza d’acqua alle fontanelle! E che ne
    pensate dei 30 lavaggi aperti ogni giorno, che usano l’acqua potabile
    per lavare le macchine? Alcuni addirittura eseguono il lavaggio motore,
    con licenza di inquinare!