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17012017Headline:

Lavoratori della Bracciano Ambiente verso il licenziamento

I servizi rimasti operativi non garantiscono la copertura economica di tutta la forza lavoro

Dal primo di gennaio la discarica di Cupinoro non sarà più gestita dalla Bracciano Ambiente.
Iniziano quindi ad arrivare le prime problematiche concrete legate al fallimento della società che gestiva l’invaso braccianese.

Prima fra tutte il futuro dei lavoratori. Si è svolto infatti mercoledì l’incontro tra il curatore fallimentare Sirleo e le sigle sindacali dei lavoratori durante il quale non si è di certo nascosto il tragico futuro per 15 dei dipendenti della società che dovranno essere licenziati. Delle 56 unità, infatti, solo 41 potranno essere riallocate con altre mansioni quali lo spazzamento delle strade e la raccolta dei rifiuti. Per gli altri 15, che verranno individuati attraverso delle griglie, non sembra esserci futuro al momento.

Non sarebbe sufficiente neanche la vicinanza dei colleghi che attraverso un contratto di solidarietà, quindi con sacrifici e tagli, riuscirebbero a far lavorare anche coloro destinati ad essere mandati a casa. Una soluzione valida a breve termine, ma che in un lasso di tempo più lungo non assicurerebbe alcuna soluzione. Sebbene i dipendenti della Bracciano Ambiente si dicano quindi da un lato soddisfatti della condotta del curatore fallimentare, dall’altro non nascondono la rabbia e la disperazione per i padri di famiglia che si troveranno senza un lavoro.

L’altra problematica, se si può dire, ancora più imminente è la gestione della discarica. Le sorti della gestione della discarica, e quindi la gestione del percolato, sono legati infatti ad una coperta troppo corta. Solo nei mesi di novembre e dicembre – grazie alla clemenza del tempo atmosferico – la gestione del percolato è costata circa 50mila euro. Una somma che da gennaio non sarà più disponibile.

Il curatore fallimentare avrebbe ribadito di non avere alcun mandato da parte del tribunale di occuparsi dello smaltimento del percolato o del pagamento della manodopera per la gestione dell’impianto. Una decisione che sarebbe da un lato dettata dal mandato ad esso affidato, e dall’altro dalla reale impossibilità economica di provvedere alla gestione stessa. La Bracciano Ambiente, infatti, mentre per i servizi cimiteriali e della raccolta dei rifiuti ha un introito sufficiente a ripagare i costi sostenuti, la gestione della discarica rappresenta solo un’uscita, senza alcuna entrata che possa dare copertura. Del resto il mandato di Sirleo non è di carattere manageriale. Il curatore ha infatti il ruolo di tutelare i creditori della società, accertando esattamente lo stato patrimoniale ed evitando che la società, ormai fallita, possa accumulare ulteriori passività che si tradurrebbero in una ulteriore possibile perdita dei possibili creditori.

29 dicembre 2016 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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