Ladispoli, la destra estrema imbratta di slogan la città - Terzo Binario News

di Francesco Scialacqua

Scritte sui muri delle abitazioni, striscioni attaccati su luoghi pubblici ed affissioni abusive sulle pensiline degli autobus.

A Ladispoli la destra passa all’attacco approfittando del vento favorevole che tira in città. Il centrodestra a giugno è passato al governo e le minoranze più estreme cercano di recuperare terreno facendo leva sugli intramontabili slogan di intolleranza. Frasi che richiamano periodi bui della storia del nostro paese e dell’Europa.

Va innanzitutto detto che generalizzare è sbagliato. Gran parte delle azioni “illegali” messe in atto in città e che in maniera inequivocabile richiamano ad estremismo nazionalista non sono ispirate e condivise da tutte le forze politiche e dai suoi rappresentanti. Al contempo va anche detto che coloro che non fanno nulla per evitare pratiche illegali di propaganda politica rischiano di essere accomunati a coloro che le praticano.

Peggio ancora è invece cercare altrove alibi, o tentare di addossare certe azioni a “squadristi” mandati per denigrare esponenti politici locali di destra.

In rete il dibattito e l’indignazione per quanto sta accadendo è forte e appare dissonante che alcuni consiglieri partecipano alle discussioni cercando di spostare l’attenzione altrove. Consiglieri si indignano per l’imbrattamento dei muri (solo se sono quelli di casa propria), occasione utile per fare del vittimismo ed al contempo non proferiscono parola quando sono l’arredo pubblico e addirittura le pensiline delle fermate dei bus ad essere deturpate. Questo alla luce del fatto che in una città con oltre 120 telecamere di sorveglianza piazzate è impossibile non riuscire a risalire a chi affigge striscioni e manifesti. Di fronte a questo dispiegamento di tecnologia esiste solo la volontà di risalire o meno ai responsabili.

Altra questione è invece l’eccessiva indignazione in contesti in cui la nostra costituzione garantisce invece il dibattito democratico. Formazioni di destra devono essere considerate alla pari di altre. Ma questa garanzia costituzione non può essere utilizzata a senso unico. La Costituzione andrebbe infatti letta ed applicata dal primo all’ultimo articolo.

Sarebbe forse opportuno che la politica ladispolana provi in aula a darsi una regolamentazione interna. Ad esempio nessuno potrebbe scandalizzarsi se si negasse l’uso di strutture pubbliche a tutte quelle forze politiche che abusivamente occupano plance elettorali, imbrattano muri e non rispettano le normali regole di civiltà.

Nel frattempo prosegue a Ladispoli la discussione circa il convegno di Casapound autorizzato in aula consigliare. Un’opportunità che può essere considerata legittima a patto che non si assista il 15 a messaggi che evocano discriminazioni razziali. Già in passato la concessione dell’aula si è trasformata in un palcoscenico dal quale sono volati messaggi di discriminazione sulla questione di genere.

Pubblicato venerdì, 12 gennaio 2018 @ 09:45:17     © RIPRODUZIONE RISERVATA