Ladispoli, burrasca in Fratelli d'Italia - Terzo Binario News

Area di burrasca in Fratelli D’Italia.
Emergono in queste ultime ore molte delle contraddizioni che si protraggono dai primi giorni dopo l’elezione del consiglio comunale.

Il gruppo consiliare guidato da Renzo Marchetti ha infatti iniziato una “campagna acquisti” che però poco sarebbe piaciuta allo stesso capogruppo.

Ad iniziare è stato il consigliere Raffaele Cavaliere divenuto da capolista di Cuori Ladispolani a membro di FdI con una mossa che spiazzò Marchetti, durante il secondo consiglio comunale del mandato Grando.
Marchetti in quell’occasione frenò sull’ingresso di Cavaliere che, invece, venne accelerato dal consigliere Ardita con una presentazione romana alla leader nazionale Giorgia Meloni.
A seguire, l’ingresso del consigliere Falasca.

Fratelli D’Italia ha quindi raccolto quei primi mal di pancia sorti all’interno della coalizione di Alessandro Grando, creando al contempo le prime grane al giovane sindaco.

La prima grana riguarda la questione ancora irrisolta della stazione per la quale il consigliere Ardita si era fatto portavoce di una risoluzione immediata, additando di immobilismo la precedente amministrazione, ma che di fatto resta irrisolta. A poco serve il girare le colpe alla Regione.

L’altra questione riguarda invece la gestione dei rapporti con la componente romena e dell’est della città. Che ne dica Ardita, a poco sembrano essere servite le scuse: le offese, seppur giustificate dallo stesso con imprecisioni di linguaggio, hanno minato non poco la luna di miele tra la città e l’amministrazione.

Ieri la separazione in casa Fratelli D’Italia è emersa in tutta la sua evidenza.
Marchetti, capogruppo in Comune, nella mattinata ha voluto smentire con un comunicato la solennità dell’incontro che alla fine si è trasformato da 100 giorni di Grando all’inizio della campagna elettorale per le Regionali e le politiche.

Un incontro, quello di ieri pomeriggio al bar Manhattan, che non ha riscosso tra l’altro grande partecipazione, cosa che difficilmente trapela dalla mole di riflettori accesi su questa iniziativa.

Fortemente stonata è stata inoltre l’ennesima invettiva contro la stampa, quella che pone ancora domande ed interrogativi, da parte del consigliere Cavaliere che dopo aver tacciato di censura alcune testate in maniera pubblica in consiglio comunale, ora sarebbe pronto a lanciare azioni legali nei confronti degli organi di informazione che non si esimono dal loro dovere di fronte a “marchette” elettorali.

Pubblicato martedì, 14 novembre 2017 @ 07:49:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA