29052017Headline:

Ladispoli, il ballerino Samuel Peron con gli studenti della “Corrado Melone”

di Stefania Pascucci e Riccardo Agresti

Un simpaticissimo Samuel Peron ha incontrato gli studenti della “Melone” esortandoli a non abbandonare i loro sogni, a non farsi abbattere da chi non li comprende e a non sprecare il proprio tempo, ma impiegarlo per crescere e conoscere. Ha poi donato loro una piccola lezione di ballo, coinvolgendo ben oltre 200 ragazzi dai 6 ai 14 anni e rendendo felici cinque coraggiose e brave ragazze che hanno voluto ballare in coppia con lui ed i cui sorrisi, per i desideri esauditi, hanno illuminato la palestra!
Ma andiamo con ordine.

Grazie all’aiuto di un genitore della “Corrado Melone”, il dottor Fabio Rigucci, ed i buoni uffici del dottor Paolo Bricchi (il fisioterapista di fiducia del grande ballerino), i ragazzi hanno potuto incontrare presso la sala consiliare, gentilmente messa disposizione dal Sindaco Crescenzo Paliotta, l’artista Samuel Peron e porgli una miriade di domande.

I ragazzi hanno così avuto conferma che per poter ballare, con la scioltezza e l’eleganza ammirata in TV e nei filmati proiettati in sala, visibili su Youtube, occorre un impegno continuo, con la passione che solo chi ama veramente il ballo può permettersi. Samuel ha spiegato che il suo amore per il ballo è scaturito dalle lezioni che ha cominciato a seguire da quando aveva 4 anni. Lezioni iniziate per superare una timidezza che ancora possiede, ma che ora non lo infastidisce e non lo indebolisce più, proprio grazie alla bravura indiscussa acquisita nel ballo. Lezioni e studio che ancora non ha terminato perché, ha affermato, forse non si raggiunge mai la perfezione, il massimo… ma non ci si deve mai fermare nella ricerca di tendere a questo obiettivo. Ciascuno ha una passione, ha detto, e nessuno deve permettersi di limitare la volontà altrui. Più o meno tutti amano la danza, la poesia, la pittura, la musica, la scrittura… ma ciascuno ha in sé una passione particolare che gli permette, se la si coltiva con amore e tenacia, di ottenere altissimi livelli. Se ci si ferma, o ci si fa fermare, si toglie a se stessi e al mondo intero una grande possibilità. La passione è sufficiente, non occorre forzatamente il talento perché chiunque, impegnandosi severamente, può raggiungere chi, pur avendo talento da vendere, non si impegna e non lavora. Per questo motivo egli desidera sempre il massimo impegno da se stesso e dai suoi allievi. Un ragazzo gli ha chiesto come ci si sente ad essere famosi e Samuel ha, modestamente, risposto che lui non si sente importante. Famoso è, ha detto, chi lascia un segno nella Storia, chi è andato contro la normalità, la banalità ed il piattume. Lui ha solo vinto molte gare (alcune importanti) ed è un maestro nella trasmissione “Ballando con le stelle”, ma non per questo si sente famoso. Anzi poiché il mondo dello spettacolo è molto occasionale, il suo vero lavoro è insegnare e non fare il personaggio televisivo. Ogni ballo ha una sua personalità e non ci si deve limitare, secondo Samuel, ad essere degli “stampini”, ma occorre assecondare il movimento, vivendo ed esprimendo ogni volta nuove sensazioni. Non bisogna confondere gli stili di ballo con le coreografie. Il ballo che si vede nello spot di TIM, è una coreografia e non uno stile di ballo vero e proprio. Ha poi spiegato che, se durante le esibizioni o in gara non pensa a nulla, restando concentrato sul ritmo, invece nella preparazione delle coreografie o nella preparazione atletica impegna tutto il suo controllo razionale per far sì che i passi ed i movimenti, uniti tra di loro, siano fluidi e assolutamente naturali. Anche per questo motivo non si è mai innamorato delle proprie partner perché il lavoro è una cosa, l’amore è altro. Impossibile negare la bellezza di tutte le sue partner, ma un conto è ballare con la propria fidanzata, altro è ballare per lavoro in uno spettacolo o in una gara. L’amore è irrazionalità, ma se è la testa che deve guidare le proprie azioni, sia per le priorità poste (come il lavoro) sia per il rispetto del prossimo, occorre vedere, nel ballo di coppia la propria compagna solo come una ballerina, altrimenti si rischia di non ballare bene. A chi gli ha chiesto se il ballo gli abbia imposto dei sacrifici, ha risposto che non esiste alcun sacrificio se si fa ciò per cui si ha passione. Per ciò che riguarda l’alimentazione Samuel ha ammesso che non ha necessità di seguire diete particolari perché il continuo movimento dovuto all’allenamento fisico (oltre allo stress causato dai molteplici impegni), gli fa consumare così tante calorie che resta magrissimo (con un fisico invidiabile) anche se a volte eccede con i grassi. Non è stato certamente alcun sacrifico quello di non uscire con gli amici la sera a fare delle “cretinate” come fanno tanti, anzi è tempo sprecato quello trascorso a non far nulla la sera o a chiacchierare di nulla o, peggio, a combinare guai. Se da giovani sembra che il tempo non scorra mai, ha detto, dopo i 18 anni questo vola, per questo non bisogna perderlo, ma apprezzare i sacrifici dei genitori che offrono il loro tempo che sfugge per il bene dei figli. Ha così portato l’esempio dei suoi genitori che lo hanno sempre aiutato ed incoraggiato, gli sono stati vicini nei momenti tristi, nelle sconfitte. Ogni giorno lo accompagnavano a scuola, la mattina, e poi a danza, il pomeriggio, per consentirgli la preparazione necessaria alle gare ed ai concorsi e lo riprendevano la sera alle ore 21.00.

Ha frequentato un Istituto di arte diplomandosi in Design, accademia e moda a Milano; si è diplomato in Scienze Motorie all’ISEF, ha praticato triathlon, pentathlon, nuoto, basket e molti altri sport. Lo studio dell’arte e l’esercizio fisico sono stati per lui un connubio perfetto e il ballo e la disciplina nell’esercizio lo hanno aiutato a restare forte e non farsi condizionare da nessuno. Anzi il ballo lo ha spesso aiutato perché induce una migliore postura e comunque mantiene sani e stimola a proteggere il proprio corpo. Certamente il ballo lo ha impegnato sempre tanto, ma ha avuto la forza di non demordere ed impegnarsi nello studio, fra un allenamento ed un altro, ottenendo anche risultati molto positivi. Ma la tenacia e la forza interiore si dimostrano nell’avere e mantenere equilibrio, per andare sempre avanti senza farsi demoralizzare da chi non capisce. Durante le superiori aveva pensato di lasciare il ballo per le derisioni di alcuni suoi compagni di scuola che lo prendevano in giro per questa sua passione. Ma lui ha dimostrato di essere più forte e migliore di loro, ed ora lui è Samuel Peron. “Non rinunciate per le chiacchiere degli altri ma continuate sempre a fare ciò in cui credete: voi sapete cosa fate, loro no!”.

Dopo l’incontro ci si è spostati nella palestra della “Melone” dove il nostro ospite ha svolto una lezione di salsa e merengue per più di 200 ragazzi, dai 6 ai 14 anni. L’entusiasmo, la novità, la presenza di un insegnante così particolare, oltre all’euforia di tanti “ballerini in erba” hanno messo in moto energia e vivacità che aleggiavano rumorosamente nella palestra, trasformata, come succede in occasione delle Feste organizzate nel nostro istituto, da alcuni anni, in una sala da ballo! A dimostrazione che la nostra scuola è sensibile a tutte le forme artistiche, musicali, culturali e sportive che possano stimolare i bambini ed i ragazzi ad avvicinarsi all’amore per il bello, a rispettare degli altri e a scoprire in se stessi doti e passioni che non si pensava di avere. Per cinque ragazze coraggiose e appassionate di ballo, al termine della mattinata intensa, un’ulteriore possibilità: duettare con Peron sulle note ritmate di una danza latino-americana! Concentrazione, emozione, il cuore che batte forte e la voglia di far bene… tutto è filato liscio! Brave ragazze e grazie, Samuel! Al termine della breve performance, i volti sorridenti delle nostre allieve hanno dimostrato la gioia e la soddisfazione di aver danzato con il grande Peron.

14 maggio 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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