Emergenza bassi livelli lago di Bracciano: il Documento del Comitato di Difesa con le 4 azioni proposte - Terzo Binario News

Riceviamo e pubblichiamoL’emergenza procurata dal basso livello delle acque del lago di Bracciano è divenuto un fenomeno estremamente preoccupante.

IL COMITATO DI DIFESA DEL BACINO LACUALE BRACCIANO-MARTIGNANO si è costituito precipuamente per affrontare questa drammatica emergenza. Da quasi un anno, il Comitato denuncia, in modo scientificamente documentato, la gravissima situazione che attraversa l’intero bacino imbrifero sabatino. Il pericoloso abbassamento del livello del lago – dovuto alla concomitante azione del clima ed, in modo importante, della mano umana – è un allarmante sintomo.

Gli ambienti lacustri sono di estremo interesse per il paesaggio e per la vita umana perché scrigni di una parte essenziale della biodiversità e specchi delle attività umane svolte nel loro bacino. Queste ultime influenzano lo stato di salute dell’ecosistema e quindi la fruibilità dei servizi gratuiti che esso svolge.

L’alto valore naturale dei laghi cresce quando sono inseriti in aree protette o Parchi naturali (come il lago sabatino). Il loro ruolo di servizio ecologico, nei Parchi, dovrebbe essere esaltato da un controllato impatto antropico e la loro fruibilità dovrebbe essere ottimizzata per un utilizzo sostenibile del turismo. Le buone condizioni di un lago lo rendono molto attrattivo per il turismo e per l’educazione. La sua fruibilità lo rende molto redditizio per la pesca e, se correttamente utilizzato, anche per l’uso potabile delle acque, assegnando così ad una risorsa naturale un immediato valore aggiunto, di tipo economico.

Il cambiamento climatico in atto, con il tendenziale innalzamento delle temperature e modificazioni del regime pluviale, influenza significativamente la stabilità delle riserve idriche degli ecosistemi acquatici che le mantengono. D’altra parte lo sfruttamento per usi irrigui e potabili degli ecosistemi acquatici, produce lo stesso tipo di effetti riducendo il volume d’acqua disponibile negli invasi. Il sinergismo della pressione climatica ed antropica può produrre effetti devastanti sulla disponibilità di acqua.

La riduzione del volume di acqua disponibile agli ecosistemi lacustri è un tipo di stress subdolo perché, ad apparenti e temporanei vantaggi per il suo sfruttamento turistico (estensione delle spiagge), ne conseguono eventi fortemente negativi anche per lo stesso turismo (cattivi odori, ed abbassamento della percezione ambientale positiva da parte delle popolazioni). Offre, allo stesso tempo, un cattivo esempio per l’educazione (perdita di esempi di naturalità). Esso influisce, inoltre anche sullo stato di funzionamento dell’ecosistema e sull’ecologia delle specie lacustri (riduzione delle capacità autodepurative del sistema, sostituzione e scomparsa di specie, riduzione della biodiversità, variazioni delle concentrazioni di nutrienti ed inquinanti, variazioni dell’idrodinamica costiera con accentuazione di fenomeni erosivi, riduzione del valore frattale della linea di costa, scomparsa della vegetazione infralitorale, scomparsa dei siti di riproduzione dei pesci foraggio, riduzione della pressione idrostatica sulla falda e conseguenti frane). Non può essere, infine, trascurato l’effetto negativo sulla salute umana e della fauna ittica a causa dei fenomeni metastabili di eutrofizzazione locale con sviluppo di batteri e cianoficee che possono produrre intolleranze nei bambini e scarsità di cibo fruibile per i pesci. L’abbassamento del livello del lago, che ha annullato il contributo alla portata del fiume Arrone, genera un inquinamento specie nel suo tratto iniziale. Questo stato di cose ha determinato un progressivo aumento delle concentrazioni di Arsenico (As) nelle acque, di cui il territorio sabatino soffre normalmente come si è evidenziato negli anni scorsi.

La concentrazione di arsenico in alcuni punti sfiora picchi di 85 microgrammi/litro ben al di sopra dei limiti consentiti, che mette in grave pericolo la vita dei pesci e procura un preoccupante allarme per il rischio concreto di contaminazione della catena alimentare. L’Arrone è stato nei secoli utilizzato dalla popolazione agricola per uso irriguo e per abbeveraggio del bestiame. Se degrada la qualità delle acque del fiume, si provoca un grave pregiudizio alla salute umana. E’ acclarato che l’arsenico nel corpo umano, ingerito in concentrazioni superiori alla norma, provoca alterazioni della pelle, della circolazione periferica, ipertensione, fibrosi epatica e può indurre persino all’insorgenza di tumori della pelle e dei polmoni.

I laghi vulcanici del Lazio, ed in particolare quello sabatino, stanno subendo una drastica riduzione del loro livello abituale molto preoccupante. Solo negli ultimi dodici mesi la riduzione ha superato un metro (come nel 2003) e le conseguenze sia per l’ecosistema lacustre sia per l’uomo che ne fa uso, sono evidenti. Già tutta la vegetazione è scomparsa e con essa, le aree di riproduzione dei pesci foraggio (indispensabili alla nutrizione dei pesci di valore commerciale) e gran parte delle potenzialità autodepurative dovute alle macrofite emergenti. Tale tendenza potrebbe portare al depauperamento della risorsa idrica, destabilizzando l’ecosistema fino al collasso

Inoltre la perdita delle funzionalità ecosistemiche porterebbe alla perdita dell’attuale qualità dell’acqua, compromettendone seriamente l’uso potabile, a causa della crisi del processo autodepurativo, costringendo gli utilizzatori a costosissimi trattamenti prima della sua immissione in rete.

Uno studio dell’Enea sul bilancio idrico del lago di Bracciano non è affatto consolante. Esso osserva, infatti, un quasi-bilanciamento tra entrate ed uscite lasciando, ben poco a prelievi ulteriori. Accanto ad un prelievo fisiologico dovuto ai pozzi (tranne l’abusivismo) si aggiunge quello ben più rilevante del moderno super-acquedotto Acea.

Le variazioni di livello del lago sappiamo essere sempre avvenute nella storia ultramillenaria del bacino sabatino. A partire da quarantamila anni fa, passando per il periodo neolitico, del quale abbiamo i ritrovamenti preistorici della Marmotta; così come attraverso l’età del bronzo e forse anche in periodo romano imperiale, dimostrano escursioni di livello molto rilevanti. E’ semplice però osservare che le storiche variazioni furono dettate da elementi assolutamente naturali e fisiologici mentre quelle moderne siano determinate in modo significativo dall’uso umano della risorsa idrica. Si può dire che l’intervento antropico aumenta la frequenza delle escursioni di livello senza concedere all’ecosistema tempi adeguati di adattamento indispensabili per il suo equilibrio.

Il lago di Bracciano, è appurato scientificamente, ha un lento processo di ricambio delle proprie acque, stimato in circa centosettanta anni, cosa che lo mette a rischio di irreversibili inquinamenti in caso di sostanze non biodegradabili.

Il lago Sabatinus giace in un antico sistema vulcanico tra i monti della Tolfa ed il complesso Cerite-Manziate a nord-ovest di Roma. Il crollo vulcanico-tettonico causato dallo svuotamento della camera del magma, ha formato l’invaso fondamentale dell’odierno lago di Bracciano. La linea spartiacque del bacino è caratterizzata da alcuni modesti rilievi verso nord (Rocca Romana di 609 m. e Monte Termine di 590 m.). Il livello di sfioro è ad Est del lago, a 164 m. s.l.m., dove si origina l’emissario del lago: il fiume Arrone.

Il lago è inserito nell’omonimo Parco Regionale del complesso lacuale di Bracciano-Martignano, di circa sedicimila ettari, istituito nel 1999 tra le due Provincie di Roma e Viterbo.

Un clima meso-mediterraneo caratterizza l’area con abbondanti precipitazioni piovose, concentrate per lo più nel periodo autunnale ed in quantità differenziata nei territori dei Comuni circumlacuali.

Morfologicamente l’invaso sommerso si presenta conico ma con dolce acclivio fino alla profondità di 12-16 metri (acclivio maggiore a NW rispetto a S-SE); fortissimo è invece l’acclivio centrale del cono vulcanico. La corona poco profonda è piuttosto ampia e ricca di vegetazione sommersa ben dominata da poche specie algali. Questa area di acque poco profonde svolge un ruolo ecologico cruciale per la vita del lago (attività autodepurative, habitat per flora e fauna, zone di frega della fauna ittica). Il cono centrale scende invece fino a -1 m. sotto il livello del mare, conferendo al lago la discreta profondità di 164 m. Un enorme volume di acqua ipolimnica che può tamponare occasionali fenomeni asfittici estivi.

Rilevanti sono le presenze dell’avifauna acquatiche che si arricchiscono di anno in anno. E’ possibile osservare gruppi di anatre e folaghe lungo tutto il perimetro lacustre. Nel biennio 2000-2002 sono stati censiti più di 10000 uccelli acquatici, ed il lago è stato inserito nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale. Per la presenza di uccelli acquatici il Parco di Bracciano-Martignano risulta nel Lazio inferiore solo al Parco Nazionale del Circeo. Va tuttavia citata la presenza numerosa di cormorani che svolgono una forte azione di prelievo delle popolazioni ittiche, fenomeno da quantificare e gestire.

Di fronte a questo imponente e vario patrimonio di risorse naturali, costituito dal complesso bacino lacuale che rappresenta il prioritario interesse vitale dell’intero territorio sabatino, non corrisponde un altrettanto impegno istituzionale dei Comuni rivieraschi.

E’ vero che in questi ultimi mesi l’allarme “livello” ha determinato un aumento dell’attenzione dei Comuni ma ancora molto al di sotto delle reali esigenze che l’attuale situazione richiede. Soprattutto perché la loro azione manca di coesione interamministrativa e di coordinamento con le tante iniziative autonome e spontanee di associazioni ed organizzazione che lodevolmente si stanno attivando per questa drammatica situazione.

L’iniziativa deve dispiegarsi in primo luogo chiamando con rigore e determinazione alle loro responsabilità il Comune di Roma e la Città Metropolitana. Esse, a tutt’oggi, sembrano neanche accorgersi della gravissima emergenza della più importante risorsa idrica del loro territorio.

In particolare le responsabilità del Comune di Roma che delega inopinatamente alla società Acea anche gli aspetti decisionali più delicati del governo della risorsa acqua del comprensorio sabatino. E questa società, non essendo più, da tempo, una “municipalizzata”, bensì una S.p.a ., svolge, in piena autonomia, le proprie funzioni sulla base di interessi esclusivi in linea con i propri fini aziendali.

Coinvolgere poi, la Regione ed il Governo nazionale per affrontare e risolvere l’attuale emergenza e contribuire ad una futura gestione democratica e partecipata del governo del ciclo delle acque sabatine.

E’ arrivato il momento che non si lasci più campo libero ad un ente tecnico di valutare arbitrariamente sul prelievo delle acque del lago per il fabbisogno di acqua potabile del territorio di ATO2 senza nessun controllo politico–istituzionale in grado di valutare le conseguenze scientificamente rilevanti sul piano ambientale, socio-economico ed igienico –sanitario del bacino lacuale.

Bisogna istituire una alta AUTORITA’ ISTITUZIONALE PER LA DELICATA FUNZIONE DI GOVERNO DEL REGIME DELLE ACQUE E PER LA GESTIONE DEL LORO INTERO CICLO NEL BACINO IMBRIFERO DEL TERRITORIO SABATINO. Per questo compito debbono attivarsi non solo le Istituzioni interessate ma anche associazioni, organizzazioni e semplici cittadini orientati verso condivisi obiettivi comuni (Ottima la indizione della petizione popolare, anche se dovrebbe estendersi al reale, oltreché in rete, e magari con obiettivi più ampi; è importante altresì la riunione del 27 febbraio indetta dall’assessorato regionale all’ambiente con i comuni del comprensorio e gli istituti scientifici, anche se dobbiamo denunciare ancora una volta, la mancata convocazione del Comune di Roma).

Per ottenere il risultato sopra esposto è necessario tuttavia una azione che possa dispiegarsi subito per raggiungere alcuni immediati obbiettivi:

1) Provvedimenti urgenti per una sospensione dei prelievi (operando con attenzione perché il ritorno alla situazione “originale” potrebbe dar luogo a fenomeni di eutrificanti metastabili e viceversa la stabilizzazione della situazione attuale richiederebbe interventi di restauro delle parti emerse).

2) Operare affinché si attivino rapidamente misure e progetti per ottenere, nell’impianto di depurazione, il massimo grado di qualità possibile delle acque reflue per predisporle ad essere rigettate nel lago invece di disperderle nell’Arrone verso il mare

3) Un esposto-impugnativa al Ministero dei LL.PP avverso la Convenzione-capestro che attribuisce alla Acea il potere di gestione dell’intero ciclo delle acque del territorio lacustre. Essa, infatti convoglia e trasferisce, con l’anello circumlacuale, le acque nere per poi trattarle con una (scarsa) depurazione e allo stesso tempo gestisce la captazione, potabilizzazione e distribuzione delle acque per uso domestico (con relativi lucrosi proventi).

4) Adire l’Autorità Nazionale delle acque con le stesse motivazioni sopra esposte, per richiedere un suo autorevole intervento per restituire alle popolazioni sabatine i loro diritti di cittadinanza e la loro dignità di autogoverno.

COMITATO DI DIFESA DEL BACINO LACUALE BRACCIANO-MARTIGNANO

Pubblicato lunedì, 27 febbraio 2017 @ 14:19:14     © RIPRODUZIONE RISERVATA