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Elezioni 2017, il PD tentato dalla “coalizione pigliatutto”: fumata nera sulle primarie e sugli alleati

Fumata nera per la coalizione che attualmente amministra Ladispoli verso le elezioni del 2017. Questo l’esito della riunione di ieri sera a Palazzo Falcone tra il Partito Democratico e il resto delle forze politiche che hanno sostenuto il sindaco Crescenzo Paliotta al ballottaggio del 2012 (Ladispoli Città, Idv, Patto per Ladispoli, Sel, PSI). Manca la quadra su due aspetti fondamentali: se e come fare le primarie di coalizione, se allargare o meno al centro-destra fin dal primo turno. 

QUALI PRIMARIE

Il punto non è che il Partito Democratico non ha un candidato sindaco, ma che ne ha troppi. Loddo, Pierini e Bargiacchi, tre nomi pesanti che non consentono di intraprendere un percorso alla pari con gli altri gruppi. Questo è un problema posto soprattutto dal gruppo coordinato da Franco Fantozzi (Ladispoli Città), la cui idea è quella di bypassare completamente le primarie e convergere da subito su un candidato sindaco attorno al quale costruire una coalizione anche con il centro-destra di Ruscito e Cagiola.

L’avv. Siro Bargiacchi

Un supplemento di discussione potrebbe verificarsi se il Partito Democratico proponesse nell’arena delle primarie un solo candidato. Ancora meglio se questo candidato fosse lo stesso di Ladispoli Città, ossia Marco Pierini. Ma le primarie al gruppo fantozziano, come dichiarato dallo stesso coordinatore nella nostra intervista di ieri, non piacciono.

Più ambigua la posizione di Marco Pierini, ieri assente all’incontro, che non esclude la sua disponibilità alle primarie di coalizione, ma a cui l’accelerazione di Fantozzi potrebbe fare buon gioco se costringesse il Pd a presentarlo come unico candidato del partito. Difficile, comunque, che ciò possa accadere finché permangono le candidature del vicesindaco Peppe Loddo e dell’ex sindaco Siro Bargiacchi (unico dei tre candidati Pd presente ieri, pur senza essere intervenuto).

Il segretario Andrea Zonetti ha fatto sapere di aver riconvocato per stasera la Commissione Elettorale del partito con i tre esponenti che hanno finora espresso la loro disponibilità a candidarsi. 

Richieste di chiarimenti sul nodo delle primarie sono venute dal socialista Gandini, mentre il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà si è dichiarato a favore di primarie di coalizione, ma nell’ambito di un programma di centrosinistra che rimetta al centro la persona. 

 

LA COALIZIONE PIGLIATUTTO

Il regolamento quadro per le elezioni primarie alle amministrative 2017 approvato l’altro ieri dalla direzione provinciale del Partito Democratico fissa addirittura il giorno e l’ora delle primarie ( Fra le ore 8.00 e le ore 20.00 di Domenica 19 Marzo 2017) e specifica che “le primarie sono a disposizione dei partiti del centrosinistra e delle forze progressiste della società civile che vogliano cimentarsi con la competizione, anche presentando un proprio candidato, e sono aperte alla partecipazione di tutti i cittadini che siano disposti a condividere la necessità dell’alternativa di governo promossa dalla coalizione di centrosinistra”. Gli elettori devono prima “registrarsi in un apposito albo entro e non oltre le ore 20:00 di lunedì 27 Febbraio 2017, esibire un documento di identità e il certificato di attestazione di scrizione all‘albo, sottoscrivere il Documento d’Intesa Politico Programmatica ed il registro dei sostenitori della coalizione di centrosinistra e versare il contributo di almeno un euro”. 

“Coalizione di centrosinistra”: un’espressione che ricorre più volte nel regolamento dei dem. Ma l’ipotesi che costituisce il secondo grande nodo da sciogliere non consentirebbe più di parlare di coalizione di centrosinistra. Una cosa è, infatti, l’appoggio in consiglio comunale del gruppo Ladispoli 2.0 di Ruscito e Cagiola all’Amministrazione Paliotta, un’altra è presentarsi fin dal primo turno con una sorta di catch-all party- “partito pigliatutto” secondo la definizione coniata nel ’66 dal politologo Otto Kirchheimer.

Il politologo tedesco si riferiva con quell’espressione ad un partito politico che fosse disposto a trascendere gli interessi di classe e di gruppo per ottenere il maggior numero di consensi possibile, capace di attrarre un elettorato dalle idee politiche molto diverse. Presupposti per la sua esistenza politica sono l’estremo alleggerimento del bagaglio ideologico e la garanzia dell’accesso a svariati gruppi di interesse. 

Calato nella realtà di Ladispoli uno schema simile si tradurrebbe in una catch-all coalition, una coalizione pigliatutto che tenga insieme fin dal primo turno Partito Democratico, Ladispoli Città, Idv , Ladispoli 2.0, Patto per Ladispoli e socialisti (senza contare il più recente endorsement a Pierini da parte del portavoce locale di Forza Italia Stefano Penge, smentito dopo poche ore dal consigliere regionale forzista Adriano Palozzi).

Roberto Ussia

L’esperimento incontrerebbe il favore dell’assessore alle Politiche Sociali Roberto Ussia, disponibile ad un confronto senza preclusioni sul programma e predisposto ad un approccio ai problemi che vada al di là dei paradigmi ideologici. Principale ispiratore di questa linea post-ideologica prorio Fantozzi, che ha chiesto al Partito Democratico di eliminare persino il simbolo dalla scheda elettorale, una proposta che avrebbe fatto storcere il naso a molti esponenti dem. 

Su una posizione diametralmente opposta il gruppo di Sel, rappresentato in giunta dall’assessore alla Cultura Francesca Di Girolamo e il cui esponente Antonio Bitti ha stigmatizzato duramente l’accozzaglia come “la filosofia dell’all together”, invitando invece a rimettere al centro la persona attraverso una proposta di governo espressa da un campo di forze omogeneo. Omogeneità politica che sarebbe inficiata dalla condivisione di un percorso con chi ha sempre dimostrato di avere una visione di città orientata più allo sviluppo edilizio  che ad altri interventi di riqualificazione. 

Antonio Bitti (Sel)

All’interno di questo dibattito il PD ancora una volta si trova preso d’infilata, costretto a buttare qualcuno giù dalla torre, ma senza la forza politica di guidare la coalizione. Tutto rimandato al prossimo incontro del 17 gennaio, dunque.

Nel frattempo, però, un quadro così fluido potrebbe riservare sorprese dell’ultimo momento, come la candidatura di una persona proveniente dalla società civile ma appoggiata da qualcuno di molto autorevole come,  ad esempio, il sindaco Paliotta. Il primo cittadino, infatti, non ha ancora manifestato il suo sostegno né a Pierini, né a Loddo, né a Bargiacchi. Difficile che non senta su di sé la responsabilità di aiutare la sua coalizione ad uscire dall’impasse e improbabile che sia disposto a fare un passo indietro e a lasciare tutte le decisioni agli altri. 

 

 

 

11 gennaio 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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