24072017Headline:

Caro Salvini, benvenuto a Ladispoli, città dell’accoglienza

Caro Matteo Salvini,

sono contento che finalmente abbia trovato tempo per far visita al luogo che più di altri in Italia ha sperimentato – con successo negli anni – la parola accoglienza. Perché Ladispoli, che la ospiterà il prossimo 12 luglio, è da sempre un laboratorio virtuoso di multiculturalità, una “piccola America” bagnata dal mar Tirreno, nella quale convive pacificamente una comunità di donne e uomini provenienti da nazioni diverse.
Abbiamo un tasso d’immigrazione tra i più alti d’Italia – 7 mila su circa 40 mila residenti sono stranieri – ma grazie ad una spiccata predisposizione all’accoglienza, questo dato che in altri contesti si è tramutato in conflitti razziali e in una disgregazione del corpo sociale, qui è diventato una risorsa incidendo sull’identità stessa del luogo. La piccola località balneare degli anni sessanta è cresciuta rivoluzionandosi e diventando città anche per via di questa sua sorprendente capacità di integrazione.

In tutti questi anni la nostra comunità ha accolto flussi migratori di varia intensità e provenienza. Negli anni ottanta abbiamo ospitato i russi che scappavano dall’impero sovietico, e poi gli africani, afgani e pakistani; in anni più recenti abbiamo accolto dapprima una numerosissima comunità polacca e adesso quella rumena.
Noi ladispolani non abbiamo paura d’integrarci con chi viene da fuori; sarà forse per il mare che ogni mattina ci sveglia e ci spinge ad essere un approdo naturale per chiunque sia in cerca di rifugio e riscatto.
Le nostre scuole sono piene di bambini e ragazzi di culture diverse che giocano e studiano insieme senza particolari tensioni ed anzi grazie a percorsi educativi virtuosi si è sperimentata nel tempo un’integrazione che pian piano si è spostata fuori dalle aule scolastiche riproducendosi con la medesima forza nei gruppi amicali e nella quotidianità.
Tutte le amministrazioni che si sono succedute dagli anni settanta – da quando cioè Ladispoli è diventata comune autonomo – hanno sempre lavorato sfruttando questa grande capacità ricettiva della città potendosi permettere di applicare politiche sociali e culturali inclusive che hanno accelerato e facilitato il processo integrativo. In questa direzione è stato fondamentale, a supporto, anche il lavoro dell’associazionismo che qui a Ladispoli ha trovato terreno fertile ed è diventato nel tempo un fenomeno diffuso a favore della coesione comunitaria.

Matteo Salvini

Matteo Salvini

Nei nostri quartieri i vecchi e i nuovi residenti vivono insieme negli stessi palazzi, comprano negli stessi negozi, lavorano nelle nostre attività economiche e nelle famiglie, molte volte si innamorano e si sposano mischiandosi tra loro come normale che sia; e non esiste nessun ghetto come purtroppo accade in altri contesti italiani ed europei. Nella nostra storia questa multiculturalità non è mai sfociata in azioni o fatti gravi di razzismo perché nonostante i problemi che possono sorgere dalla convivenza di culture diverse, il rispetto e la solidarietà alla fine hanno prevalso sempre.
Questa bellissima predisposizione ad accogliere forse è stata determinata proprio dalla storia della nostra città. Oltre 100 anni fa infatti Ladispoli è nata dall’incontro di donne e uomini venuti da terre diverse (pescatori campani e pastori umbro-marchigiani) che da un giorno all’altro si sono ritrovati su una terra vergine per iniziare una nuova avventura collettiva.

Per tutta questa serie di ragioni, caro Salvini, sappia che oggi noi ladispolani non siamo per niente spaventati dalla sua visita ed anzi, come facciamo con tutti i nuovi arrivati, le diamo addirittura il benvenuto seppur non dimentichiamo che con il suo quotidiano razzismo contro i migranti offende ogni volta questa nostra comunità che basa la propria identità sull’apertura verso l’altro.
Nella vacua illusione che Ladispoli possa farle aprire finalmente gli occhi e nella consapevolezza che la nostra città multiculturale sia un modello di convivenza da promuovere ed esportare su larga scala, sappia fin d’ora che comunque vada qui le sue terribili parole d’ordine non lasceranno alcun segno. Sarà fugace come un qualsiasi temporale estivo e in questo mare non potrà mai farci cambiare rotta perché i nostri valori di accoglienza e solidarietà saranno sempre più forti della sua piccola barca ignobile carica di rabbia ed odio.

10 luglio 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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  • Signor Nessuno

    Che dire, un articolo sulle grandi qualità della comunità di Ladispoli, quasi commovente!
    Solo che non si centra alcun punto se non quello del “Salvini vieni pure ma non ce ne frega un cazzo di quello che dirai”, che è come confezionare una merda nel miglior modo possibile ma essendo una merda capisci bene che la puzza si sente…
    Si da per scontato in questo articolo che ogni idea, ogni proposta ed ogni parola di Salvini sia intrisa d’odio e razzismo nei confronti di quello che ormai è un fenomeno sempre più italiano ma inevitabilmente anche europeo pieno di complicazioni e problematiche, ossia quello dell’immigrazione incontrollata. Mi rendo conto che per un cittadino di Ladispoli, terra multietnica piena di storia, colore e integrazione (l’Arcadia del Bel Paese insomma) sia inconcepibile (se non addirittura sgradevole) l’accostamento del nome Matteo al cognome Salvini, ma il perfido gnomo in maglioncino e cravatta verde dice cose che meriterebbero se non altro un dibattito serio: l’Italia è nel pieno di una crisi economica e sociale, con un tasso di disoccupazione che si aggira al 12% (più quella giovanile che sappiamo essere al 40% circa) e in questo contesto accogliere decine di migliaia di persone delle quali la quasi totalità non scappa da alcuna guerra ma si tratta di un migrante economico (ossia che cerca un lavoro) non è esattamente un’ottima idea. Non è un’ottima idea per il semplice fatto che che in un paese con una disoccupazione così alta se mi introduci così tante persone ogni anno disposte a orari di lavoro e salari da schiavi non si fa altro che alimentare il fenomeno della svalutazione del lavoro che fa tanto bene a chi gestisce un’impresa ma fa tanto male a chi vuole un lavoro senza dover diventare uno schiavo, e queste non sono illazioni ma sono fatti, fatti supportati da dati, fatti riportati da persone competenti, da economisti, persino il buon Macron tanto ben voluto dalle sinistre dice la stessa cosa, tanto che ci ha pure mandati metaforicamente (me neanche tanto) a fare in culo con la questione migranti. Se non sbaglio pure il buon Renzi (che guarda caso ha lo stesso nome dell’innominabile Matteo, quello della Padania, non il santo…) ha iniziato a sposare questa idea che forse non tutti sono poverini che fuggono da guerre e pestilenze e che servirebbe più controllo. Forse perché se una famiglia ha un tozzo di pane da dividere fra marito, moglie e figli non è molto saggio invitare a cena l’avventuriero che ha un certo languorino perché in fondo siamo tutti buoni.
    Ma ripeto, è un’idea, come tale meriterebbe di essere discussa e magari approfondita, anziché ricevere il solito vaffanculo ideologico perché “a noi Salvini ci sta sul cazzo, sì lo accogliamo perché siamo dei signori ma tanto mèh…” insomma non mi sembra un atteggiamento molto democratico, vorrebbe sembrarlo ma non ci riesce.

  • Roberta Canini

    Bellissimo l’articolo, il messaggio, il linguaggio.

  • Valter Pierucci

    Io per i politicanti opportunisti come salvino, non sprecherei neanche una parola…è merce destinata a scomparire

  • Valeria Ciliberto

    Peccato per l’offesa finale…sarebbe stato un gran bel discorso se non fosse scaduto alla fine nell’ignoranza. …